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Rivista
Bimestrale di Ufologia, Mistero, Astronomia, Scienze di Frontiera, Archeomisteri, Esobiologia, Informazione Alternativa...
ARTICOLI NON INEDITI INTERESSANTI
Vi presentiamo in queste pagine una serie di articoli che sono
stati già pubblicati in internet o in riviste e libri, e che quindi non abbiamo
potuto inserire nella rivista; ve li presentiamo poichè ci sembrano decisamente
interessanti.
Numero 2
Giordano Bruno
a cura di Manuela Racci, manuela.racci@alice.it
(Laureata in Lettere moderne ed insegnante di materie umanistiche presso i
licei di Forlì, collabora con il quotidiano "la Repubblica" di Firenze e con
diverse case editrici; ha inoltre ottenuto due pubblicazioni relative a Dante
sulla rivista "Critica Letteraria").
Articolo pubblicato sul sito web www.auraweb.it alla pagina web:
http: //www.auraweb.it/articolo_benessere.asp?cid=48&aid=1704
Da sempre esistono esseri su questo pianeta che indicano la via per
edificare un nuovo mondo, per aprire il cammino all’umanità verso una nuova
aurora… sono esseri di luce, accomunati dalla stessa forza, energia, marchiati
dalla stessa solitudine… Venuti troppo presto, nati postumi con la mente
dinamite direbbe Nietzsche.
Giordano Bruno potrebbe davvero considerarsi antesignano notabile di questa
specie chiamata indaco, giunta a edificare un nuovo mondo, un mondo di luce
per esseri di luce che vedono e sentono con gli stessi occhi e la stessa
mente sia gli universi visibili che quelli invisibili. Un grande pensatore,
arso vivo per il vizio di pensare, un filosofo di una modernità quasi
inquietante, ma soprattutto un uomo fuori del comune, uno spirito folletto,
fantasioso, originale…Ciò che trasmetteva non era solo un’immagine della vita ma
un’emozione del mondo.
Giordano Bruno era un grande: in lui albergava la conoscenza dei mondi
paralleli, della metempsicosi, delle energie sottili.. straordinario per
quei tempi!. |

Giordano Bruno |
Il filosofo Umberto Galimberti con lucida analisi evidenzia tale divina follia
di Bruno contrapposta alla scienza e anche alla religione, laddove follia va
naturalmente ad indicare quella capacità di andare oltre il velo di Maya
cogliendo commosse tangenze con l’Assoluto. In effetti Bruno è veramente
un’occasione oggi per pensare “profondamente”, dove la profondità non è quella
che connota il pensiero tecnico-scientifico da secoli imperante in Occidente:
essa va ricercata nell’inconscio della scienza stessa “ che è a un tempo ciò da
cui la scienza scaturisce e ciò che la scienza rimuove”.
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Innegabili sono i miglioramenti che la scienza ha apportato alla
vita dell’uomo occidentale, ma sotto l’aspetto della felicità, della
ricerca di una pace interiore, di una quiete dell’anima in piena armonia con
la natura e più ampiamente con il Tutto, risulta più difficile parlare di
progresso. Sembra quasi che la scienza abbia dislocato l’uomo dal suo
habitat naturale- la fusione con la natura- facendolo sentire meno alienato
di fronte a un computer che al cospetto di un tramonto…Allo stesso modo, la
religione, per quanto antiscientifica possa sembrare (FIDES ET RATIO COME
Un AUT-AUT), ha sovente cercato il connubio con la ragione, con l’evidenza
e la chiarezza del lumen naturale, perdendo in realtà la sua vera quidditas,
la sua dimensione sacrale. |

Umberto Galimberti |
Per questo motivo GIORDANO BRUNO fu messo al rogo: la sua “nova
filosofia” non era né scientifica, né strettamente religiosa, in quanto si
fondava sulla magia naturale, sulla “prisca Aegiptorum sapientia. ”Bruno è
infatti il vero sensitivo immerso nella fusis, convinto che si possano
abbattere le barriere tra l’umano e il divino…niente è più positivo dello
sfondamento dei limiti, dello spostare le pietre di confine per arrivare alla
comprensione che l’uomo, la Natura e Dio sono la stessa cosa…Nell’universo
tutto è Vita, tutto è animato da uno stesso spirito vivificatore , “tutte le
cose sono nell’universo e l’universo è in tutte le cose…in questo modo tutte le
cose si armonizzano in una perfetta armonia”.
E’ un’innegabile forma di animismo: per Bruno tra le piante, gli animali, gli
uomini non c’è differenza se non di grado. La differenza è nel “Dorso della
Forma”, sono fenomeni di un’unica sostanza universale…Pensare che il mondo sia
là solo per l’uomo è un grave errore…IL FILOSOFO ESCE COSì DALLA CULTURA
OCCIDENTALE CRISTIANA E MODULA IL SUO SENTIRE SUL REGISTRO AFFINE A QUELLO
BUDDISTA.
Con l’ammirazione che ognuno deve a chi per le proprie idee ha saputo
sacrificare la propria vita, Bruno andrebbe inserito in una sfera iniziatica,
riferendosi non tanto alla sua laicità, bensì alla sua sacralità, al suo vedere
la presenza divina in ogni cosa, alla sua ansia di ricerca c he trascende il
raziocinio nel suo identificarsi nella natura che è per lui un vero e proprio
indiamento, un varcare il limite dell’umano per avviarsi “verso altra natura,
altri corsi, altri mondi”.
La materia dunque non è inerte, ma viva, animata (pampsichismo)
e costituisce
uno dei centri archimedei del pensiero di Bruno: infatti il filosofo perviene a
una concezione della materia universale come fonte dell’infinito prodursi di
tutta la realtà: simile alla pregnante che manda e riscuote da sé la sua
prole, la materia contiene in sé tutte le forme, è”cosa divina e ottima parente,
genitrice e madre di cose naturali, anzi la natura tutta in sustanza; fonte de
l’attualità di ogni cosa la materia per Bruno è Vita, materia infinita.
Tra l’anima dell’uomo e quella delle bestie non c’è alcuna differenza dal punto
di vista della sostanza. Potremmo dire che la magia naturale di Bruno si
colloca in quella sotterranea corrente di pensiero che prende il nome di
“pensiero per immagini” che , pur perdente in Occidente, costituisce la fonte
segreta del sapere…fonte a cui si accede non per via logico-architettonica ma
per pratica amorosa..
La concezione che Bruno ha della forza dell’Amore ribadisce la pregnanza e
l’attualità oggi di tale concetto in campo metafisico e metempirico. La forza
di cui parla il Poeta che “move il sole e l’ altre stelle”, quella Forza
“l
unica che muove infiniti mondi e li rende vivi”…quella magia che solo il vero
saggio da sempre sente.. L’amore, dice il filosofo, sa “comprendere” ciò che la
ragione non sa “spiegare”, là dove la scienza può spiegare tutto, senza nulla
comprendere…
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L’astrofisica Giuliana Conforto in uno studio irrinunciabile sulla
futura scienza di Giordano Bruno evidenzia come il pianeta si stia trasformando
e come il filosofo nolano sia uno dei grandi saggi che l’ abbiano
previsto… quella di Bruno è scienza del futuro, coscienza delle infinite
potenzialità dell’essere umano e soprattutto della sua immortalità…egli
annuncia la nascita dell’uomo nuovo, libero da tabù e paure, capace di ricevere e
di riflettere nelle sue opere l’intero messaggio vitale, oggi noto come
DNA, quindi di creare un nuovo mondo di pace e vera giustizia; Bruno rivela il
grande segreto, la magia della natura: la comunione naturale di ogni corpo con
il messaggio genetico, che fu poi il motivo vero della sua condanna perchè
vanifica il ruolo della Chiesa come intermediaria tra l’uomo e Dio: Bruno
rivela il ruolo centrale di protagonista dell’uomo nel progetto cosmico,
prevede i tempi attuali e l’evento che ristabilirà l’antico volto: il risveglio
dell’uomo alla coscienza dell’infinita e vera realtà, l’AMORE.
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Giuliana Conforto |
Tale Forza cosmica prende il nome in Bruno di Eroico furore., L’uomo
nuovo è il furioso, l’ebbro di Dio e arso d’amore che con uno sforzo eroico(da
eros) e appassionato giunge a una sorta di sovrumana immedesimazione con il
processo cosmico per cui l’Universo si dispiega nelle cose e le cose si
risolvono nell’Universo, generando una sorta di copula d’amore tra lui e la
Natura.
Solo il fuoco dell’esperienza dell’Amore è in grado di aprire la strada alla
visione di Dio, del Tutto, dell’unità…scorrendo in particolare i suoi sette
scritti magici, tra cui esemplare risulta essere la Lampas triginta statuarum, testo di eccezionale bellezza poetica e immaginativa
, il lettore non può non
cogliere questo moderno senso del Divino nell’uomo come appartenenza al
Tutto, scintilla perfetta di un Tutto unico e animato, questa affascinante
concezione della metempsicosi di ascendenza orfico-pitagorica (la morte non è
altro che una dissoluzione di legami, ma nessun spirito o nessun corpo celeste
perisce: è solo un continuo mutare di complessione e combinazioni-De Magia
Naturali), questo senso etico di giustizia cosmica che spinge le anime a
comunicarsi a corpi sempre diversi, in una sorprendente affinità con il Karma
delle religioni orientali, nella commossa intuizione che l’anima possa
istituire innumerevoli legami tra piani dell’universo.
Bruno quindi prima dello stesso movimento romantico ha riportato l’attenzione
sull’intima connessione del Tutto rispetto all’analitica scansione delle parti,
in cui il pensiero logico-razionale per natura trattiene se stesso, smarrendo i
vincoli che legano tra loro tutte le cose. Dunque, ”non essendoci nell’universo
parte più importante dell’altra, non è concesso all’uomo quel primato che lo
prevede possessore e dominatore del mondo, ma semplice cooperatore
dell’operante natura”.
All’ enfatizzazione del soggetto Bruno contrappone un percorso opposto: non il
primato dell’uomo, ma”il primato degli equilibri sempre instabili e sempre da
ricostruire tra soggetto e oggetto, tra uomo e natura. La magia, che non è potere
sulla natura, ma scoperta dei vincoli con cui tutte le cose si
incatenano, secondo il modello eracliteo dell’invisibile armonia, è la proposta
filosofica di Bruno, antitetica sia alla matematica sia alla religione.” (G. Galimberti).
Alla legge dell’uomo occidentale sul Tutto, la magia bruniana si volge alla
legge del Tutto.
Nel discorrere oggi delle idee straordinarie che Bruno ha consegnato alla
modernità, non possono ad esempio passare ex silentio le due opere in
chiave ermetica che si presentano come veri trattati di arte della memoria, la
mnemo
tecnica: ”De umbris idearum” e “Cantus circaeus”.
Si veda l’analisi sottile e raffinata che GABRIELE LA PORTA ci offre nel suo
libro "Giordano Bruno. Vita e avventure di un pericoloso maestro del
pensiero: le
immagini descritte dal filosofo non avrebbero solo il compito di potenziare e
raffinare la memoria visiva, ma rivestirebbero anche un significato
propriamente magico…Infatti la loro contemplazione e la loro rammemorazione
porterebbero in contatto con energie cosmiche primordiali, con la vera quidditas
delle cose, con le realtà supreme e archetipe, infondendo nell’animo
pace, quiete, serenità..
Secondo l’acuto scrittore , Bruno si propone di suscitare una sorta di rivoluzione spirituale: seguendo le vie di un sapere esoterico, che ha tutti i
caratteri di un’illuminazione, l’uomo si libera dai pregiudizi, dalle passioni
negative, dagli egoismi per diventare saggio.. cioè in grado di percorrere la
via della Forza, quella Forza che è trasparenza, libertà verità, , una scienza
futura che savi come Bruno già conoscevano; una coscienza che comprende
interamente il messaggio della Vita e soprattutto il ruolo cosmico, immortale
dell’essere umano.
Come non ricordare poi la sua vulcanica intuizione cosmologica…fu il primo a
interpretare che la vita intelligente è distribuita un po’ dappertutto
nell’universo, ponendo così le basi alla giustificazione dei trasferimenti di
essa da pianeti in estinzione ma ad alto livello di tecnologia a pianeti non
abitati ma tali da consentire la vita. A ragione Bruno viene visto come il
primo ufologo, oggi le sue osservazioni sono considerate il punto di partenza
per la ricerca di altre forme di vita nell’universo.
Superando la rivoluzione copernicana, immaginava un universo infinito, popolato
da un’infinità di stelle che, buttate giù le muraglie del cielo fisso e finito,
corrono per ogni dove.. stelle come il nostro sole, ciascuna circondata da
pianeti su taluni dei quali prosperano altre intelligenze, creature viventi
senzienti e razionali ”Apri la porta attraverso la quale possiamo osservare il
firmamento senza limiti” era il suo motto…”Così si magnifica l’eccellenza di
Dio, si manifesta la grandezza de l’imperio suo: non si glorifica in uno, ma in
soli innumerevoli, non in una terra, un mondo, ma in duecentomila, dico in
infiniti”…Un universo dunque senza –limiti dai caratteri divini: infinito lo
spazio, infiniti i mondi, infinite le creature, infinita la vita e le sue forme…
Si potrebbe chiudere questa riflessione meramente propedeutica alla necessità
di far risorgere le intuizioni bruniane, con un’asserzione efficace del geniale
filosofo che più volte sostiene di essere la reincarnazione di Ermes, il
messaggero degli dei, sceso per aprire gli occhi agli uomini …”L’umanità ha
bisogno di persone che testimonino la possibilità della fratellanza , in nome
della conoscenza e della ricerca…Sono realista, se volete pessimista per il
presente, ciò non toglie che bisogna testimoniare e gettare i semi per piante
che fruttifereranno nel futuro.. Non è possibile dire quando. Ma è importante
lasciare un segno, dire parole, formulare pensieri, viver in una dimensione di
segno opposto a quella dell’attuale imbecillità. E soprattutto non bisogna
scoraggiarsi”.
Note sull'autore:
Manuela Racci,
Laureata in Lettere moderne ed insegnante di materie umanistiche presso i
licei di Forlì, collabora con il quotidiano "la Repubblica" di Firenze e
con diverse case editrici; ha inoltre ottenuto due pubblicazioni relative a
Dante sulla rivista "Critica Letteraria". |
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