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Rivista Bimestrale di Ufologia, Mistero, Astronomia, Scienze di Frontiera,
Archeomisteri, Esobiologia, Informazione Alternativa...
ARTICOLI NON INEDITI INTERESSANTI
Vi presentiamo in queste pagine una serie di articoli che sono
stati già pubblicati in internet o in riviste e libri, e che quindi non abbiamo
potuto inserire nella rivista; ve li presentiamo poichè ci sembrano decisamente
interessanti.
Numero 2
Dal Satellite Europa Suoni Intelligenti?
La sonda Galileo della NASA avrebbe captato misteriosi suoni analoghi a
quelli dei delfini terrestri
a cura di Luca Scantamburlo,
info@angelismarriti.it, ex giornalista-pubblicista
(2006-2008), studioso di esplorazione dello spazio e storia,
www.angelismarriti.it -
Articolo pubblicato sul sito web Angeli Smarriti alla pagina web:
http://www.angelismarriti.it/elzeviri/satelliteEuropa-Suoni-sondaGalileoNASA.htm
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Nel 1610 il fisico ed astronomo Galileo Galilei (1564-1642) scoprì con il suo
cannocchiale i quattro maggiori satelliti di Giove. Li chiamò "astri medicei",
in onore della famiglia de' Medici. Chissà quale emozione proverebbe il grande
scienziato pisano se potesse leggere la straordinaria notizia riportata dal nr.
311 del noto mensile Airone (Marzo 2007). |

Il satellite Europa di Giove ripreso dallo sonda spaziale Galileo (Cortesia
NASA, 1997) |
Il servizio intitolato Nell'anno dei
delfini (testo di Cesare Della Pietà e collaborazione di
Arianna Azzellino),
pagg. 42-53, è ricco ed articolato ed è focalizzato sul delfino: si parla del
suo habitat, delle sue diverse specie, del rapporto con l'uomo e del suo
straordinario linguaggio. Ma l'incipit del servizio è davvero da brivido:
<<Delfini spaziali. Parola di Nasa. La sonda Galileo, che tra il 1995 e il 2003
ha circumnavigato Giove e i suoi satelliti avrebbe identificato dei movimenti
sotto il sottile strato di ghiaccio che ricopre l'immenso oceano liquido di
Europa. [...] e captato suoni ad alta frequenza provenienti dalla stessa
direzione. Suoni che si sono rivelati identici (con un margine di errore pari
al solo 0,001 per cento) alle emissioni sonore dei delfini terrestri.>>
fonte: Airone, nr.311 Marzo 2007.
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LO SCIENZIATO SIMON CLARK DEL KSC DELLA NASA E LA CONFERENZA DEL GENNAIO 2007
Nel prosieguo del servizio Airone cita lo scienziato Simon Clark, "astronomo
del Kennedy Space Center di Orlando (Florida)", ricercatore scientifico che
avrebbe interpretato i dati della sonda Galileo come una presenza di organismi
che avrebbero "seguito lo stesso cammino evolutivo dei delfini terrestri". Ho
cercato nel Web la fonte della notizia riportata dalla rivista Airone. Ho
pensato ad un comunicato stampa o ad un'altra pubblicazione, magari estera.
L'unica cosa che sono riuscito a reperire è il seguente articolo pubblicato
dalla Pravda: Dolphins speak the language of creatures living on Jupiter?,
tradotto dal russo all'inglese da Guerman Grachev.
fonte: http://english.pravda.ru/science/mysteries/77144-0/
Nell'articolo si parla di una conferenza scientifica avuta luogo in Florida lo
scorso Gennaio 2007, ed alla quale avrebbe partecipato Simon Clark, lo
scienziato NASA del Kennedy Space Center sopra menzionato. Nell'articolo si
parla espressamente di <<[...] latest theories was put forward by Simon Clark>>.
Dunque ci si riferisce a "recenti teorie". Tuttavia qualche riga dopo si dice
<< [...] The probe’s sound sensors reportedly detected a whistle coming right
out of the ice cover>>.; cioè si racconta di come i sensori della sonda
spaziale Galileo avrebbero identificato un "fischio" (whistle) proveniente dai
ghiacci della luna Europa, "fischio" a quanto pare classificato insieme a tutti
i dati sensibili captati dalla sonda spaziale Galielo. Si parla infatti di
<<[...] data pertaining to the Galileo Interstellar Mission under wraps>>, cioè
di dati mantenuti "segreti" (under wraps).
Clark, riporta la Pravda, ha affermato: <<Scientists were just amazed at the
results of a computer analysis of the data. The frequency of the sounds coming
from the moon’s ocean was found to be equal to that of the sounds produced by
dolphins on Earth! The error margin is 0.001%.>> Esattamente quanto riferito
dal magazine italiano Airone: il margine di errore sulla frequenza dei suoni
analizzati dal team NASA sarebbe solo dello 0.001%.
Due parole sulla missione spaziale "Galileo" approntata dalla NASA circa
vent'anni fa: si tratta di una coppia di sonde (orbiter e sonda atmosferica)
lanciata dallo Space Shuttle Atlantis (volo STS 34) nell'Ottobre 1989. La
coppia di sonde poté raggiungere Giove sfruttando la cosiddetta fionda
gravitazionale, o gravity assist. La traiettoria seguita fu una traiettoria che
in gergo astronautico viene definita V.E.E.G.A.: Venus-Earth-Earth Gravity
Assist. Gli incontri con il pianeta Venere e con il pianeta Terra consentirono
alla sonda di acquistare sufficiente quantità di moto per raggiungere il
gigante gassoso Giove e la corte dei suoi satelliti. Dopo lo sganciamento della
sonda "figlia" nell'atmosfera gioviana a metà degli anni' 90, l'orbiter
della
missione Galileo continuò a girare attorno a Giove registrando dati, finché nel
2003 concluse la sua vita tuffandosi anch'esso nell'atmosfera gioviana. Siccome
tornare sulla Terra sarebbe stata una missione troppo lunga e complicata, alla
NASA decisero per una fine missione "suicidio".
I DELFINI: SONO ANIMALI CAPACI DI PADRONEGGIARE UN SISTEMA SIMBOLICO?
Veniamo adesso ai delfini. Sappiamo che i delfinidi appartengono all'ordine dei
cetacei e sono celebri per la loro intelligenza, per l'ampio spettro di
sentimenti che sanno dimostrare e soprattutto per il loro complesso
"linguaggio" che, fra tutti i mammiferi, è forse quello che più si avvicina a
quello dell'essere umano. Taluni (specialmente i filosofi, credo) forse
preferirebbero parlare più di "comunicazione" che di linguaggio, perché resta
controversa la questione se i delfini conoscano o meno il significato del
simbolo, e sappiano distinguere fra significante e significato. Resta tuttavia
indubbio che essi sappiano giocare (come tanti altri animali), ed alla base del
gioco c'è in effetti una funzione simbolica, o meglio una funzione teatrale (il
far finta di). L'uomo è davvero l'unico essere senziente sulla Terra capace di
padroneggiare un sistema simbolico? La domanda resta ancora aperta, a mio
avviso. La grande ricchezza di linguaggio non verbale dei delfinidi è tuttavia
fuori discussione, tanto è vero che essi sono impiegati con successo anche in
terapie con bambini ed adulti diversamente abili (come gli autistici, per
esempio).
GLI OCEANI DELLA LUNA EUROPA: UNA SEDE PER LA VITA INTELLIGENTE?
Torniamo ora a parlare della presunta sede di segnali intelligenti
extraterrestri: la luna Europa. Di Europa come probabile sede di una vita
extraterrestre almeno unicellulare (si è pensato ai cosiddetti organismi
estremofili), già da tempo di discute in ambito scientifico. Europa ha un
raggio di 1569 km, dista da Giove mediamente 670.900 km ed ha una densità media
di 2,97 g/cm3. Citiamo a proposito di questo satellite mediceo il parere del
prof. Giuseppe Galletta, docente universitario di Astronomia ed Astrobiologia
che così si è espresso nel suo saggio di divulgazione scientifica intitolato
Astrobiologia: le frontiere della vita (coautrice Valentina Sergi):
<<Molto più promettente è Europa, un pianeta di 3138 km di diametro con un
interno roccioso e ricoperto da una crosta ghiacciata molto liscia, ma
fratturata e con rilievi di poche centinaia di metri. La crosta di Europa
ricorda il pack ghiacciato delle calotte polari terrestri e dell'Antartide, ma
probabilmente galleggia su un enorme oceano d'acqua e di clatrati profondo
anche 50 km. La crosta si spaccherebbe sotto l'azione di eruzioni vulcaniche o
di calore interno.>>
fonte: Astrobiologia: le frontiere della vita, di G. Galletta e V. Sergi, U.
Hoepli Editore S.p.A, 2005,
capitolo 9, Vita nel Sistema Solare, pag. 187
TAGLI DAL CONGRESSO AMERICANO AI FINANZIAMENTI NASA
Così è da anni allo studio presso la NASA una complessa missione spaziale che
prevede una sonda spaziale capace di sganciare sulla luna gioviana Europa
un'altra sonda, in grado di raggiungere la superficie di Europa, perforarne i
ghiacci e liberare nei suoi probabili oceani un piccolo sottomarino automatico,
avente il compito di cercare eventuali segni di vita nell'ambiente liquido.
Tale missione, la Europa orbiter mission, purtroppo è stata messa fortemente a
rischio dai recenti tagli al budget della NASA votati al Congresso degli Stati
Uniti d'America, tanto è vero che Louis D. Friedman, Executive Director della
Planetary Society di Pasadena (cofondata dallo scomparso Carl Sagan), ha
inviato alcuni mesi fa a tutti i membri dell'associazione (fra i quali il
sottoscritto, che è uno dei circa 200 volontari sparsi nel mondo) una lettera
che denunciava un taglio di finanziamento da parte dell'Amministrazione
americana di circa 3 miliardi di dollari per i prossimi cinque anni. Solo per
l'anno 2007 il Congresso degli Stati Uniti ha tagliato alla NASA finanziamenti
per circa 550 milioni di dollari. Tagli che eliminerebbero definitivamente, per
esempio, anche l'ambizioso Terrestrial Planet Finder.
Contestualmente alla lettera c'era il modulo per una petizione al Congresso
americano, indirizzato in particolare a due senatori statunitensi membri del
Senate Approppriations Subcommittee for Commerce, Justice and Science, ed a due
rappresentanti della Camera, membri della House Appropriations Subcommittee on
Commerce, Justice and Related Agencies. Per chi volesse saperne di più può
collegarsi al seguente link: http://sos.planetary.org.
Oggi i maggiori satelliti di Giove (Io, Europa, Ganimede e Callisto) sono
conosciuti come il "quartetto dei grandi satelliti galileiani" (Alla scoperta
del sistema solare, di A. Braccesi, G.Caprara e M. Hack, Mondadori, 2000,
pag.147). Senz'altro Galileo sarebbe orgoglioso di sapere che una sonda
spaziale che porta il suo nome (progettata e spedita dall'americana NASA) ha
solcato gli spazi interplanetari ed ha anche, forse, colto un flebile segnale
di vita intelligente proprio dove il grande scienziato italiano scrutò il cielo
con il suo cannocchiale del XVII secolo, trovando finalmente quelle prove in
grado di sostenere solidamente le argomentazioni eliocentriche dell'astronomo
polacco Nikolaj Kopernik (1473-1543).
Un presunto segnale extraterrestre - quel flebile fischio colto dalla sonda
"Galileo" - che aspetta solo di essere ulteriormente indagato...
© Luca Scantamburlo
01 Agosto 2007
http://www.angelismarriti.it/
AGGIORNAMENTO - ULTRASUONI, DELFINI E L'ATMOSFERA DI EUROPA
Un caro amico mi ha recentemente scritto per comunicarmi le sue legittime
perplessità in merito alla notizia: sostanzialmente egli mi ricorda che le
vibrazioni acustiche hanno bisogno di un mezzo fluido per propagarsi. Poiché
nello Spazio c'è il vuoto e dando per assodato che la sonda spaziale Galileo
abbia orbitato nel vuoto, come avrebbe fatto ad identificare i presunti suoni
provenienti dagli oceani di Europa? Sarebbe stato certamente possibile con un
sonar immerso nel liquido, dove gli ultrasuoni sono amplificati, ma come
avrebbe fatto in orbita, a centinaia di km da altezza? Domanda acuta e più che
opportuna. Intanto diciamo subito che la Pravda on line (e quindi anche Airone)
non specifica quale strumento della sonda spaziale avrebbe identificato i
presunti segnali di vita intelligente, e questo oscuro punto potrebbe essere
cruciale.
Gli ultrasuoni sono vibrazioni sonore ad elevata frequenza, superiori ai 20 KHz
(cioè ai 20000 Hz). Non sono percepibili dagli esseri umani, il cui campo di
udibilità arriva fino ai 15-20 KHz (alcuni musicisti, allenati e dotati,
arrivano anche oltre). Ma la Pravda fa almeno riferimento all'altitudine sulla
luna Europa alla quale la sonda avrebbe percepito il presunto e lontano
"fischio" proveniente dalla superficie del satellite gioviano: 400 Km di
altezza, durante un flyby di alcuni anni fa. Cito testualmente dall'articolo in
inglese sopra menzionato: <<[...] while flying past it at an altitude of 400
kilometers several years ago. The probe’s sound sensors reportedly detected a
whistle coming right out of the ice cover. Until recently NASA has kept all
data pertaining to the Galileo Interstellar Mission under wraps. The details of
the findings are still coming through.>>
Ho cercato un riferimento scientifico ed autorevole sull'esistenza di
un'atmosfera di Europa. Ho trovato un comunicato stampa redatto dal JPL della
NASA, intitolato <<Galileo Spacecraft Finds Europa Has Atmosphere>> e
reperibile presso il link:
http://www.jpl.nasa.gov/releases/97/europion.html.
Il comunicato è datato 17 Luglio 1997 ed il titolo si può tradurre come segue:
"La sonda spaziale Galileo rileva atmosfera su Europa". In particolare, nel
testo, si fa riferimento ad una "ionosphere" (ionosfera) scoperta attraverso
una serie di sei esperimenti basati sull'occultazione: fra il Dicembre 1996 ed
il Febbraio 1997 il satellite Europa si trovava fra la sonda e la Terra, dove
opera il Deep Space Network (una rete di ascolto di cui fanno parte il centro radioastronomico di Goldstone (CA), e quello di Canberra, Australia). Questa
serie di occultazioni mostrò che il fascio radio inviato dalla sonda, prima di
essere ricevuto a terra, veniva rifratto da uno strato di elettroni, o
particelle cariche, presenti nella ionosfera di Europa. La ionosfera è lo
strato superiore di un'atmosfera ed è costituita da particelle cariche ed
elettroni. Dai dati ricavati (<<maximum density of 10,000 electrons per cubic
centimeter>>, cioè un massimo di densità di 10 mila elettroni per centrimetro
cubo), gli scienziati della NASA hanno inferito la presenza di un'atmosfera.
Dunque si è trattato di una scoperta indiretta. Un'atmosfera tenue ma presente.
Altro dato importante, sempre riportato nel comunicato del JPL della NASA, è la
presenza di ossigeno nell'atmosfera di Europa, confermata da un'osservazione
dello Hubble Space Telescope.
Poi mi sono chiesto: quanti modi ci sono per rilevare ultrasuoni? Ho consultato
l'enciclopedia La Biblioteca del Sapere ed ho trovato queste interessanti
informazioni: <<[...] La rilevazione degli ultrasuoni può essere effettuata da
strumenti del tipo dei microfoni (piezoelettrici, elettrostrittivi,
magnetostrittivi), da speciali radiometri sensibili alla pressione di
radiazione o da sonde; è possibile la rilevazione degli ultrasuoni anche in
base a fenomeni ottici, ad es. con il metodo delle strie.>>
fonte: La Biblioteca del Sapere, Vol.21, Corriere della Sera, - Rizzoli
Larousse, 2003, pag. 835.
L'articolo del periodico russo riporta inoltre un commento di Vladislava
Tarchevskaya che lavora presso un laboratorio di bioacustica: << [...]And dolphins use an “extended” frequency range going up to 300 kilohertz.>>
Quest'ultima sarebbe la frequenza alla quale possono arrivare i delfini. Ho
cercato in Rete un autorevole riferimento in proposito, e ho trovato questo
articolo pubblicato da Newton: <<Anche i delfini hanno un loro dialetto>>, ove
si parla del linguaggio sonar del delfino (http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2005/08_Agosto/29/delfini.shtml).
Riporto soltanto un breve passaggio: <<[...] I delfini - spiega Massimo Azzali
dell'Ismar-Cnr - comunicano usando due linguaggi o segnali acustici: i suoni
(frequenza 20kHz), detti segnali di vocalizzazioni, e gli ultrasuoni (frequenza
tra 20 e 200 kHz), detti segnali sonar o di ecolocalizzazione''.>>.
Naturalmente i delfini comunicano anche con il linguaggio del corpo, come
giustamente argomentato dal mensile Airone.
In conclusione, se la sonda Galileo ha effettuato alcuni esperimenti
"classificati" non ci è ancora dato sapere se abbia usato soltanto la sua
strumentazione di bordo (di pubblico dominio), oppure abbia impiegato
un'ulteriore sonda atmosferica (analoga o più piccola rispetto a quella
destinata per Giove) lanciata su Europa proprio allo scopo di rilevare
eventuali ultrasuoni. Quest'ultima, beninteso, è una mia illazione. Tutto ruota
attorno all'attendibilità della notizia della Pravda, che riferisce di questa
presunta conferenza stampa che si sarebbe svolta in Florida lo scorso Gennaio
ed a cui avrebbe partecipato lo scienziato Simon Clark.
In ogni caso, rimane la pressoché certa presenza di oceani d'acqua al di sotto
dei ghiacci di Europa. Un invito non solo all'esplorazione scientifica che
ricerca la vita, ma anche a cogliere con il pensiero e lo spirito il mistero,
la ricchezza e la vastità del creato, ben oltre i confini della nostra preziosa
e fragile Terra.
© L. Scantamburlo
3 Agosto 2007, http://www.angelismarriti.it/
Per approfondire:
- Airone, nr.311, Marzo 2007;
- Pravda, http://english.pravda.ru/science/mysteries/77144-0
- Alla scoperta del sistema solare, di A. Braccesi, G.Caprara e M. Hack,
Mondadori, 2000;
- Astrobiologia: le frontiere della vita, di G. Galletta e Valentina Sergi, U.
Hoepli Editore S.p.A, 2005;
- La biblioteca del sapere, Corriere della Sera-Rizzoli Larousse, 2003, vol.9.
pag.118
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