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  Rivista Bimestrale di Ufologia, Mistero, Astronomia, Scienze di Frontiera, Archeomisteri, Esobiologia, Informazione Alternativa... 

ARTICOLI NON INEDITI INTERESSANTI

Vi presentiamo in queste pagine una serie di articoli che sono stati già pubblicati in internet o in riviste e libri, e che quindi non abbiamo potuto inserire nella rivista; ve li presentiamo poichè ci sembrano decisamente interessanti. 

Numero 2



CROSS Project: Strumenti, Ricerca, Classificazione e Casistica delle Luci Anomale in Adriatico
di Gianfranco Lollino, lollinog@copernico-online.org, Direttore Osservatorio Astronomico "N.Copernico" di Saludecio (RN), Coordinatore Cross Project per lo studio delle Luci Anomale in Adriatico
Articolo pubblicato sul sito web www.copernico-online.org alle pagine web:
www.copernico-online.org/ilprogetto.asp
www.copernico-online.org/strumenti.asp
www.copernico-online.org/classificazione.asp
www.copernico-online.org/crosslocale.asp

Copernico Radio and Optical Skywatching System
A seguito di ripetuti e documentati avvistamenti di luci anomale da parte di personale dell'Osservatorio Astronomico N. Copernico di Saludecio (RN), non riconducibili a nulla di conosciuto, dal Gennaio 1997 è iniziato un monitoraggio sistematico nel campo ottico e fotografico. Tale fenomeno luminoso è stato notato sia sulla verticale del nostro osservatorio che sulla costa romagnola-marchigiana a più riprese.

Il fenomeno delle luci in Adriatico non è storicamente databile, esistono però molte testimonianze del passato che ci inducono a racchiudere tutti gli eventi in una classificazione tipologica non troppo estesa; sostanzialmente costituita da apparizioni di "luci" di varia forma, luminosità e durata. Questi eventi hanno alimentato da sempre una certa casistica, anche ufologica, senza tuttavia riuscire a ridurre il fenomeno sotto un unico denominatore.

Il CROSS PROJECT, (Copernico Radio and Optical Skywatching System), è il programma di ricerca che si prefigge di catalogare e studiare il fenomeno. L'obbiettivo è documentare e studiare da un punto di vista fisico le luci anomale oltre a verificare eventuali analogie con gran parte della casistica documentata in Norvegia e in altre parti del mondo.

Il progetto elaborato all'interno dell'Osservatorio, supportato dalla collaborazione tecnica dell'Astrofisico Massimo Teodorani e dell'Ing. Stelio Montebugnoli del Dip. di Radioastronomia del CNR con sede a Medicina (BO), è nata a seguito di vari contatti durante i quali è stata messa a confronto la nostra fenomenologia luminosa con quella più nota delle luci di Hessdalen, da loro indagata e studiata durante le missioni EMBLA 2000/01/02.

I responsabili del progetto, Lollino Gianfranco e Fabiana Fiatti, durante le numerose sessioni di monitoraggio effettuate dal 2000 al 2002, hanno riscontrato due siti privilegiati per l'osservazione delle luci: il promontorio di Gabicce (PU) e la baia di Portonovo di Ancona. Luoghi che in entrambi i casi di affacciano sul mare con caratteristiche di buio e altitudine essenziali per una migliore osservazione.

Coordinate Geocentriche del sito

- Lat. Nord 43° 57' 46,0"
- Long Est 012° 46' 52,7"


Il promontorio di Gabicce Monte (PU) in pieno Parco Naturale del Monte San Bartolo. Il punto indica la postazione usata dal 2001 ad oggi dagli astrofili del Cross Project. La postazione è situata a 129m slm e si affaccia a picco sul porticciolo di Vallugola.

   
Coordinate Geocentriche del sito

- Lat. Nord 43° 33' 55,5
- Long Est 013° 34' 33,0


baia di Portonovo (AN), sullo sfondo il promontorio del Conero.
Il punto rosso indica il piazzale situato a ridosso della strada provinciale del Conero a 135m slm. Da questa postazione sono state osservate le stesse tipologie di luci viste a Gabicce Monte.


Strumenti e ricerca

Posizione in cielo del fenomeno
Una delle caratteristiche ricorrenti delle Luci in Adriatico è la loro apparizione sistematica in quella che sembra essere una aerovia preferenziale, posta in direzione Nord Nord-Est, approssimativamente centrata dai 20 ai 50° azimutali, con escursioni di +/_ 15° .
La loro altezza sull'orizzonte varia dai 5 - 30 gradi. (Ma sono state avvistate anche allo zenit dell'osservatorio, nell'entroterra a circa 10 Km dalla costa).

Con una sovrapposizione virtuale delle osservazioni di luci dai due siti più avanzati, Gabicce e Portonovo, (non potendo triangolare strumentalmente uno stesso evento), sulle stelle di riferimento della costellazione del Perseo, nello stesso giorno e alla stessa ora , abbiamo avuto una conferma indiretta di questa peculiarità: dal sito di Gabicce le luci appaiono prevalentemente a destra della costellazione del Perseo mentre dal sito di Portonovo a sinistra, con una differenza angolare di circa 30/40 gradi azimutali.

Tutto ciò fa pensare all'esistenza di una direttrice privilegiata, piuttosto stretta, nella quale appaiono le Luci.

Il cielo di Nord-Est, visto dal nostro punto di osservazione. Le apparizioni estive avvengono generalmente attorno alla costellazione del Perseo mentre in inverno quella posizione astrale è occupata dalla costellazione dell'Orsa Maggiore e dal Leone Minore


Modalità di apparizione
Non potendo ancora disporre di un monitoraggio automatico permanente, le statistiche riguardati gli orari e le modalità di apparizioni sono da riferirsi alle campagne di monitoraggio che abbiamo intrapreso a partire dal 2000. Si riferiscono al periodo invernale centrato nel mese di Gennaio e al periodo estivo centrato nei mesi di Agosto e Settembre. La scelta di concentrare le osservazioni in questi particolari periodi dell'anno è stata obbligata dal verificarsi di picchi di visibilità nettamente superiori a qualunque altro periodo dell'anno, tenendo conto anche delle condizioni meteorologiche peculiari della nostra regione con la nebbia di mare persistente per molte settimane durante l'inverno.
A partire dal 2002 le osservazioni sono state estese anche ad altri periodi dell'anno mai monitorati, rivelando così la presenza del fenomeno in Luglio e in Ottobre, anche se con una frequenza minore.
La distribuzione annuale dei fenomeni luminosi quindi si va delineando lentamente man mano che verrà esteso il monitoraggio, con i due periodi di riferimento principali che rimangono Gennaio e Agosto-Settembre.

Orari
Le modalità di apparizione sono sistematiche e assumono caratteristiche di periodicità che mantengono per settimane. Appaiono generalmente in una fascia oraria compresa fra le 21 e le 23 durante il periodo estivo e dalle 19 alle 22.30-23 nel periodo invernale.
Appaiono con modalità praticamente analoghe: all'apparire della prima nella maggioranza dei casi ne seguono altre con tempi multipli tra loro ogni 5 - 10 - 20 minuti. Accade anche che questa tempistica non venga rispettata e ciò e percepibile sin dalla seconda apparizione: se non è regolare la seconda apparizione non sono regolari neanche le successive.

Le Luci in Adriatico si prestano ad una costante osservazione ma, come nel caso delle luci norvegesi consentono l'acquisizione tradizionale dei dati fisici più elementari con strumenti tradizionali se non con grandi difficoltà applicative.
Questo lavoro assolutamente preliminare di semplice acquisizione documentale del fenomeno, durato due anni con sessioni osservative consecutive di oltre 60 giorni, che ha permesso la classificazione altrettanto preliminare della fenomenologia osservata, ha alimentato il sospetto che il fenomeno luminoso in Adriatico possa avere un comportamento elettromagnetico analogo ai fenomeni luminosi che avvengono con ricorrenza a Hessdalen, in Norvegia.
Questa considerazione, peraltro condivisa con gli stessi ricercatori EMBLA, suggerisce di esplorare il fenomeno con la stessa metodologia e di conseguenza con gli stessi strumenti ideati ed usati in terra norvegese.


I settori di ricerca sono fondamentalmente due, ottico e radio /radar.
Il campo ottico prevede l'utilizzo di una strumentazione di base costituita da una videocamera digitale dotata di intensificatore di immagine infrarosso, una fotocamera reflex con ottiche fisse montata su treppiede, binocoli.
 

Un ulteriore passo avanti nell'acquisizione dati verrà compiuto dopo gli esiti della progettazione in corso, presso il nostro osservatorio, di un sistema che prevede l'utilizzo di una camera CCD accoppiata con un filtro a reticolo di dispersione per l'acquisizione di immagini spettrometriche a bassa risoluzione, montato su un treppiede mobile a puntamento manuale tramite cercatore 8x dotato di reticolo di puntamento illuminato. Anche l'acquisizione CCD, in immagine diretta, ci consentirà di correlare la morfologia spettrale con quella delle immagini.

Il campo radio/radar con esplorazioni allargate nelle finestre radio ELF, VLF e UHF per mezzo di ricevitori multicanale e un radar UHF a bassa potenza che opera nella banda 420-450 Mhz, sistemi questi sviluppati e sperimentati dai ricercatori CNR del Dip, di Radioastronomia di Medicina (BO) con la collaborazione del CNR-IRA e CNR-ISAC e dagli ingegneri dell'Ostfold College di Sarpsborg in Norvegia, costituiscono la parte più complessa della ricerca anche per le difficoltà oggettive di reperimento della strumentazione.
 

Queste misure radio e radar nonostante abbiano senso solo se correlate direttamente alla controparte ottica, potrebbero consentirci di verificare la presenza, qualora ci trovassimo di fronte ad una fenomenologia sondabile a certe frequenze, di emissioni radio con peculiarità, periodicità e altre caratteristiche fisiche, tali da poter essere correlate a ciò che è stato osservato in Norvegia durante le missioni EMBLA,.

Per noi sarà importante quindi sviluppare un valido sistema di acquisizione ottico da poter affiancare alla telemetria radio in un secondo tempo.

 
Classificazione delle luci anomale in Adriatico

"Per quanto un osservatore possa sforzarsi per descrivere un evento a lui sconosciuto, difficilmente riuscirà a trasmettere le emozioni e gli stati d'animo vissuti."

Cercando di separare la parte emozionale da quella osservativa pura e semplice, possiamo tentare una classificazione delle luci sulla base delle osservazioni visuali, fotografiche e video oggi a nostra disposizione.
Ci rendiamo conto che questa classificazione è assolutamente provvisoria e sarà suscettibile di variazioni in funzione dell'affinamento, delle modalità e del tempo dedicato al monitoraggio.

- I fenomeni luminosi sostanzialmente sono di cinque tipi:

a) Luci singole
b) Luci multiple
c) Luci dinamiche
d) Luci multiple dinamiche
e) Luci al suolo dinamiche

a) Luci singole
Hanno una colorazione rosso-arancio molto intensa, appaiono improvvisamente, senza sbavature, aloni, o raggi, e svaniscono come a chiudersi su se stesse. Raggiungono una magnitudine variabile da -3,0 a -4.0 (pianeta Venere) per 2-3 secondi.
Senza precise misure fotometriche, eventuali diminuzioni di luminosità durante le apparizioni possiamo supporre siano dovute da una diversa distanza dall'osservatore quindi da un assorbimento atmosferico con conseguente perdita di luminosità e arrossamento della fonte luminosa.
In realtà la definizione di luce singola è da considerarsi relativa in quanto si riferisce sostanzialmente a valutazioni ottiche/visive. Analisi delle immagini più approfondite il più delle volte ci mostrano strutture più complesse costituite da più elementi globulari riuniti in un unica struttura. Vedi l'immagine seguente:

Particolare ingrandito del secondo fotogramma ripreso la sera
del 15 gennaio 1997, con una fotocamera Pentax su pellicola
Ektar 1000asa con Teleob. da 135mm.
Questa immagine mostra con maggior evidenza che l'interno
saturato è formato da almeno due lobi luminosi .

Le Luci singole, per definizione, appaiono da sole, cioè senza altre luci in rapida successione, ma possono essere viste assieme ad altre luci singole o multiple nella stessa sera.

LUCI singole PULSANTI

In un filmato ripreso il 14 gennaio 2003 sono apparse 4 luci in una sequenza di apparizione piuttosto lenta a distanza di qualche minuto l'una dall'altra. Visionando singolarmente i frame a 1/125 sec. e con un ingrandimento a 1000x è già possibile vedere come in realtà la luce non sia singola ma costituita da un insieme strutturato di luci, almeno tre.
Nello stesso filmato, la quinta luce è composta in realtà da due luci, molto strette angolarmente, tale da non essere distinguibili ad occhio nudo, Appena visibili si nota una pulsazione sincrona delle due luci e, in brevissimo tempo, disaccoppiano la pulsazione per poi sparire.



14 gennaio 03, ore 22,21
quinta luce di 6



14 gennaio 03, ore 22,22
sesta Luce di 6


b) Luci multiple
Generalmente seguono l'apparizione di luci singole. All'apparire della prima in successione se ne generano altre, orizzontalmente, sia verso destra che verso sinistra rispetto all'osservatore, più raramente con una direttrice rivolta verso l'alto o verso il basso.
La distanza fra una luce e l'altra è molto regolare.
In questi casi la durata del fenomeno può estendersi anche a 5-7 secondi, ed è quindi proporzionale al numero di luci generate e dal ritmo con cui appaiono:
Le sequenze veloci hanno un ritmo di apparizione di 1-2 secondi da una luce all'altra oppure le sequenze lente appaiono con un ritmo di apparizione fino a due/tre minuti tra una luce e l'altra.
Nel 1997 gli astrofili hanno potuto osservare con un binocolo l'evolversi delle 5 luci sulla loro verticale, senza notare nessuna struttura o legame tra una luce e l'altra, solo una piccola luce bianca vicina alla prima e all'ultima luce apparsa.
Le apparizioni più frequenti sono formate da due o tre luci ma esiste la documentazione fotografica di una multipla di sei luci apparsa nell'agosto 2001. Vedi immagine qui sotto:

Esempi di luci multiple, fotografate con obiettivi da 50 mm in posa B con esposizioni di 2-3 minuti di posa su Fujchrome Provia400.



14 agosto 2002 - ore 21,42

La sequenza di sinistra mostra due sequenze di luci apparse in sequenza. Le due più in basso si sviluppate da destra verso sinistra, mentra la sequenza superiore si è sviluppata da destra verso sinistra e verso l'alto.



21 agosto 2001 - ore 22,18

La sequenza di destra è unica
nel suo genere:
è composta da sei luci:
la prima a sinistra è appena
percettibile, perchè ripresa
mentre si stava spegnendo.


c) Luci dinamiche
Sono la quasi totalità. Difficile trovare una esposizione fotografica in cui una luce lascia una traccia puntiforme, hanno quasi tutte un piccolo movimento generalmente tendente verso il basso. Altre luci hanno movimenti quasi circolari molto angolati, quasi a suggerire una traiettoria di fuga circolare. Nel settembre 2001 un'esposizione fotografica mostra una luce lasciare una traccia orizzontale di qualche grado (unico caso).



20 set 2001, Ore 20.34



Ore20 set 2001, Ore 20.46



d) Luci multiple dinamiche
Una ulteriore classificazione si è aggiunta per descrivere alcuni casi di luci multiple a cui sono associati separazioni di luci più piccole o alla comparsa di luci secondarie nelle dirette vicinanze dell'apparizione. Il caso del 14 agosto 2002 è emblematico, dopo l'evoluzione di una luce multipla formata da due corpi luminosi, in un frame di 1/25 di sec si vede una piccola luce bianca pulsante uscire dalla principale ed effettuare una percorso a scatti in due direzioni.

20 set 2001, Ore 20.44
Sequenza multipla. Visivamente le due luci sembravano ferme in cielo, la pellicola invece ha registrato un movimento arcuato. L'elaborazione grafica sottostante mostra come uno strech deciso, solo sui livelli mediani dei toni, evidenzi in realtà che la luce espulsa (a sinistra) sia pulsante.


e) Luci al suolo
Anche se al momento è un caso isolato, la luce al suolo apparsa la notte del 7 agosto 2002, è da ritenersi un evento di difficile collocazione rispetto al fenomeno osservato fino a quale momento. L'apparizione di questa luce sul promontorio del Monte San Bartolo, racchiude in se quasi tutte le caratteristiche delle luci appena descritte.




Sequenza di tre frame in tre momenti distinti, da sinistra abbiamo la luce al massimo della sua luminosità, al centro la luce durante una "contrazione" in cui si restringe come una inclinazione di circa 45 gradi; la terza mostra la luce durante un suo minimo di luminosità e questa volta sembra disporsi orizzontalmente al terreno


Le riprese video e fotografiche mostrano inizialmente una luce singola, con movimenti che potrebbero attribuirsi ad una "rotazione basculante" (?) che solo la visione "night shot" della telecamera ha evidenziato. Questa apparizione è avvenuta in due momenti distinti, la prima parte ripresa con la videocamera. La luce si è spenta per qualche minuto poi è riapparsa.
La seconda parte è stata documentata con una fotocamera, con obbiettivo da 200mm f4. Nel mirino era ben visibile prima una luce sincola molto brillante poi, dopo un minuto, questa luce si è divisa in due, poi tre lobi luminosi distinti, per poi ricomporsi fino a sparire repentinamente.
L'analisi video della prima parte, anche nei campi lunghi, mostra una incomprensibile attività nei dintorni di questa luce, con altre luci più piccole che velocemente entrano nel campo visivo da destra, si avvicinano e si allontanano dalla luce principale che a sua volta varia più volte la sua luminosità fino a sparire. 
 




LA CASISTICA:

Non avendo mai attuato un programma di monitoraggio o di sorveglianza antecedente al 1997, non possiamo determinare se i fenomeni luminosi rispondono ad una determinata periodicità o meno.
Le indagini d'archivio, per le quali sappiamo occorrerà tempo e pazienza, cercheranno invece di far luce su eventuali altri episodi che peraltro sappiamo esistere, non solo nella nostra zona, ma altrove sul territorio nazionale.

Da qualche tempo infatti sono in atto ricerche per tentare di determinare, da un punto di vista storico, se il nostro territorio è stato oggetto in passato di avvistamenti e segnalazioni analoghe, riguardanti questo particolare fenomeno luminoso.

Considerando come periodo di riferimento il mese di gennaio 1997, mese dell'ultima ondata importante di apparizioni, dobbiamo risalire agli inizi degli anni novanta per ritrovare resoconti di testimoni prospicenti al mare e di alcuni astrofili i quali, sempre dalle colline sopra la città di Cattolica (RN), riferiscono l'avvistamento di strane formazioni di luci rossastre "danzanti" sulla costa a circa 10-15 gradi di altezza sopra l'orizzonte. Al di là del semplice accostamento testimoniale, rileviamo un altro dato, poco appariscente che si accorda piuttosto bene con un dato statistico norvegese, che riporta dei picchi di massima attività della fenomenologia all'incirca ogni 7-8 anni.

In questo contesto quindi stiamo ricercando a livello nazionale, ogni possibile indizio per individuare luoghi con queste e altre caratteristiche ricorrenti. E' un lavoro che richiederà qualche tempo ma, contiamo sulla collaborazione di altri colleghi che vorranno cimentarsi in questa particolare ricerca.

I primi risultati comunque non si sono fatti attendere.
La coordinatrice del progetto per le Marche, Fabiana Fiatti, ha già fornito alcune immagini di indubbio interesse provenienti dall'entroterra pesarese, località Frontone dove, con un certa periodicità, testimoni fotografano da anni forme di luci globulari sui pendi delle colline circostanti (foto 1); così come le immagini provenienti da una località presso Roma, Madonna delle Tre Fontane, ci mostrano nel dettaglio sia luci singole (foto 2), sia formazioni come il "treno" di 5 luci globulari (foto3) che appaiono concatenate, tipologia di luci piuttosto comune nella casistica norvegese.



foto 1

   



foto2



foto3

Ovviamente queste immagini costituiscono solo l'inizio di una ricerca e non possono dire nulla di più, anche se le analisi effettuate sul materiale in nostro possesso, al momento, ci danno almeno il conforto della genuinità da un punto di vista tecnico fotografico.

Il materiale fotografico e video raccolto durante le sessioni di monitoraggio costituisce l'evidenza fisica e documentale delle luci anomale in Adriatico ed è tutelato da Copyright.



 


 

 

 

 




 


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