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Rivista Bimestrale di Ufologia, Mistero, Astronomia, Scienze di Frontiera,
Archeomisteri, Esobiologia, Informazione Alternativa...
ARTICOLI NON INEDITI INTERESSANTI
Vi presentiamo in queste pagine una serie di articoli che sono
stati già pubblicati in internet o in riviste e libri, e che quindi non abbiamo
potuto inserire nella rivista; ve li presentiamo poichè ci sembrano decisamente
interessanti.
Numero 4
Tributo a Marco Todeschini nel Ventennale della sua
Scomparsa
a cura di Fiorenzo Zampieri, zampierifiorenzo@yahoo.it, ricercatore
appassionato di tematiche misteriose, noto per i suoi studi su Todeschini,
membro dell'"Associazione Culturale Nuova Ricerca"
Articolo pubblicato sul giornale "Eco di Bergamo" nella rubrica Lettere.
Il 13 ottobre 1988 lo spirito immortale di Marco Todeschini lasciava il suo
corpo per tornare in quella dimensione spirituale della cui esistenza, con
grande genio, ci aveva donato le prove inconfutabili.
Sono trascorsi vent'anni da quel giorno e quindi ci corre l'obbligo e l' onore
ricordarlo.
Non vogliamo però ripercorrere ancora una volta le tappe già conosciute della
sua vita (che ci riserviamo di riproporre in estrema sintesi in calce a
quest'articolo) e dei riconoscimenti ricevuti per la sua opera scientifica ma
svelare, in quest'occasione, un suo lato poco conosciuto sebbene anch'esso, a
parer nostro, di grande interesse.
Todeschini era dotato di una sensibilità particolare che l' ha avvicinato, fin
da giovane, al mondo della poesia e che lo stimolava a cimentarsi con essa, per
suo vezzo personale. Ma anche in questa attività volle distinguersi, tanto che
la sua maggior fatica poetica, oltre a scrivere moltissime poesie di natura
sentimentale, religiosa e patriottica, si esplicò nella volontà di produrre un
Poema davvero ambizioso ed originale.
Il Poema proponeva di porre in versi la vita e le opere dei più grandi
personaggi della Scienza, della Storia, e della Cultura mondiale, spaziando
dall'Astronomia alla Letteratura, dalle Esplorazioni e Scoperte alla
Matematica, e così via.
Programma tanto vasto e complesso da non poter, a buon senso, essere portato a
termine da mente umana. Ma Todeschini, dotato di enorme fiducia nelle sue
possibilità, tentò comunque l'impresa.
Con l'aiuto della “Treccani” stilò dapprima una lista dei vari personaggi
suddivisi nelle diverse discipline ed epoche, per poi mettersi all'opera.
Ma, come era da aspettarsi, il tempo, gli impegni, la famiglia e soprattutto la
creazione dell'altra sua grande opera a carattere scientifico, a cui teneva più
di tutto, e cioè “La Teoria delle Apparenze”, non gli permisero di portare a
termine il progetto.
Resta, però, a nostra disposizione, una considerevole parte di quel lavoro, che
ci permette di ammirare ancora una volta ed ancora di più, la grandezza del suo
genio.
Infatti di quel lavoro possiamo, oggi, apprezzare i versi dei canti dedicati
ai: Letterati, agli Astronomi, ai Matematici ed ai Navigatori ed Esploratori.
Restano in nuce, purtroppo, i canti dedicati agli Inventori, ai Chimici, ai
Fisici, ai Pittori e Scultori, ai Medici, ai Guerrieri, ai Filosofi, ai
Giuristi, ai Santi ed ai Politici. Di alcuni di questi abbiamo a disposizione
alcuni manoscritti incompleti.
E' il momento, a questo punto, di dare un piccolissimo esempio della capacità
poetica dell'autore.
Dal Poema “Gli Astronomi” proponiamo i versi dedicati al grande
Galileo:
....Homo di gran talento
Ei nacque in Pisa tosco
Onore del secento
Nel mese corto e fosco
Da Giulia d’Ammanati
E Cenzo allor sposati
Ereditò da questo
L’arte di trar dal liuto
Lo senso allegro e mesto
Del sogno intravveduto
Lorchè l’età lo schiuse
Al cenno delle Muse
Studiò in Pisa e Fiorenza
Le discipline amate
Di medicina e scienza
Troncò per disagiate
Ragioni di famiglia
E scrisse: Juvenilia
Trovò la bilancetta
Con l’acque di un bacile
Dall’inclinata vetta
Del patrio campanile
Lanciò gravi nel voto
Per discoprirne il moto
Nel Duomo un dì pregante
Mirò sorpreso e muto
La lampada oscillante
Isocrona al minuto
Che batte eternamente
La Gloria sua fulgente
Circuito di sospetto
Per la novella scienza
La causa e l’effetto
Egli tramò a sentenza
Sol tenne l’argomento
Del certo esperimento
L’invida maldicenza
Ch’è baco di ogni frutto
Ei padre della scienza
Colpì tra il pianto e il lutto
Pel morto genitore
Saggiò così il dolore
L’amara derisione
Che a Padova lo spinse
Maestro a dar lezione
Dove foggiò è più vinse
Drizzando al ciel astrale
Lo telescopio occhiale
Dischiuso l’Universo
All’homo piccolino
In questa Terra sperso
Per lo voler divino
Egli esplorò tremante
La volta scintillante
Et ebbe la visione
Di vie lattiginose
Di Pleiadi ed Orione
Risolte in nebulose
Di punteggiate e belle
Multicolori stelle
Li mari della Luna
I quattro pianetini
Che Giove là raduna
Satelliti argentini
Ei primo sguardo umano
Svelò nel ciel lontano......
Davvero dispiace che quest'opera non sia conosciuta perchè per il suo carattere
originale e per l'impegno profuso dall'Autore, che dimostra di possedere una
cultura davvero enciclopedica, meriterebbe senz'altro gli onori della ribalta.
Tornando a Todeschini, in questo giorno dedicato al suo ricordo, proponiamo,
come promesso, a chi questo nome dice poco o nulla, una sua breve biografia.
Marco Todeschini nacque a Valsecca di Bergamo il 25 aprile 1899.
Orfano della madre dopo un mese dalla nascita, fu preso a balia dalla zia
materna Barbara. Venne poi trasferito in Emilia dove frequentò le scuole e dove
vi rimase fino all’età di 17 anni, anno in cui conseguì il diploma
dell’Istituto fisico-matematico. A soli 18 anni fu chiamato alle armi.
Partecipò al primo conflitto mondiale quale tenente di complemento del Genio e
pilota aviatore. Alla fine della guerra 1915-18 fu congedato col grado di
tenente. Andò allora a Torino per frequentare il Politecnico dove, nel 1926, si
laureò in ingegneria meccanica ed elettronica. Frequentò, successivamente, un
biennio postuniversitario specializzandosi in vari rami della fisica ed in
fisioneurologia, conseguendone i relativi diplomi ministeriali di docente.
Vinto un concorso per titoli ed esami, fu nominato capitano in servizio
permanente al Centro Studi ed Esperienze del Genio Militare. Fu in questo
Centro che Todeschini permanendo vari anni alla direzione di alcuni reparti,
ebbe modo di approfondire i vari settori della fisica, di realizzare varie
invenzioni e di compiere una serie di ricerche teoriche e sperimentali che lo
portarono alla formulazione delle sue teorie.
Promosso per meriti scientifici sino al grado di colonnello, venne nominato
professore ordinario di meccanica razionale ed elettronica al biennio di
ingegneria superiore S.T.G.M. in Roma, per poi, terminata la carriera militare,
essere nominato docente di Termodinamica all’Istituto Tecnico Industriale
Paleocapa di Stato in Bergamo.
A seguito dei suoi studi giunse a scoprire le modalità con le quali si svolgono
e sono collegati tra loro i fenomeni fisici, biologici e psichici, di cui
determinò le precise relazioni matematiche reciproche e di assieme
coordinandoli tutti in una scienza universale denominata appunto perciò “PsicoBioFisica”.
Pubblicata nel 1949, questa ha avuto un’eco mondiale, tanto che il futuro Papa
Giovanni XXIII nell’agosto del 1950 in una serie di colloqui avuti a Sotto il
Monte col Todeschini si propose di fargli tenere un ciclo di conferenze per
diffondere la sua teoria in Parigi ed in altre città della Francia, dove
Monsignor Roncalli era allora Nunzio Apostolico. Il progetto venne poi attuato
per iniziativa del Presidente del Consiglio dei Ministri francese Bidault e del
Ministro della P.I. Petit. Todeschini venne allora nominato Membro delle
Accademie Scientifiche di S.Etienne, di Valence, del Circolo di fisica A.
Dufour di Parigi, e gli venne conferita la cittadinanza onoraria di La
Talaudiere dove gli fu offerta la lampada da minatore, simbolizzante la luce
che egli ha portato sui misteri del Cosmo cercando nel sottosuolo la radice dei
fenomeni.
In Europa ed in America sorsero cattedre di Psicobiofisica, ed i suoi principi
vennero introdotti in alcuni testi in dotazione ad Università ed Istituti ed
esposti da scienziati in migliaia di articoli su giornali, riviste, libri, ed
in conferenze radio e televisive.
Todeschini partecipò con importanti relazioni a vari Congressi Internazionali
di Fisica e Medicina. E’ stato incoraggiato e sostenuto da illustri scienziati
tra i quali ricordiamo il Prof. Levi-Civita, il Prof. B. Finzi, il celebre
fisico Quirino Majorana, fu collaboratore di Guglielmo Marconi, l’On. Prof. E.
Medi, l’insigne clinico G. Petroni, i premi Nobel E. Fermi, B. Chain, A. W.
Heisemberg, W. Pauli, P Blackett, D. C. Anderson, Dirac, ecc.. e molti altri
celebri filosofi, teologi e scienziati.
E’ stato nominato Uff. e Comm. dell’Ord. “ Al Merito della Repubblica
Italiana”; Cav., Uff. e Gr. Uff. della Cr. D’Italia.
Fu Presidente dell’Accademia Internazionale di Psicobiofisica, Membro d’Onore
del Consiglio Nazionale delle Ricerche Scientifiche di Haiti e di 25 Accademie
italiane ed estere, ed è stato proposto, nel 1974, per il premio Nobel.
La sua vita e le sue opere sono state citate in varie enciclopedie, tra le
quali: Who’s Who in Europe, Dizionario delle personalità europee, Mayer, Ed
Feniks 1966, Bruxelles – Grande Dizionario Enciclopedico Fedele, ed. UTET 1961,
Torino – Dizionario Generale di Cultura, Brunicci, Ed: SEI 1958, Torino –
Storia di Bergamo e dei Bergamaschi, Belotti, Ed: Bolis 1959, Bergamo –
Miscellanea Francescana, Ed. Pontificia Facoltà di Teologia F. M., 1951, Roma –
Enciclopedia degli Italiani illustri: Lui chi è?, ed. E.T. 1971, Torino –
Dictionnary of International Biography, Ed. I.B.C. Cambridge CB2.3QP, England,
1975.
Le sue pubblicazioni principali sono:
• La Teoria delle Apparenze
• La Psicobiofisica
• Einstein o Todeschini? Qual è la chiave dell’universo?
• L’unificazione della materia e dei suoi campi di forze
• Esperimenti decisivi per la fisica moderna
• Scienza universale
Marco Todeschini nei suoi studi, ebbe sempre vicino la moglie Lina Ghisi e la
figlia Antonella.
Scomparve il 13 ottobre del 1988 e venne sepolto nella “sua“ Valsecca di
Bergamo ove gli venne intitolata la piazza principale del paese e posto un
monumento in suo onore.
Per terminare quest'articolo, ricollegandoci alla scoperta dell'animo poetico
del Todeschini, proponiamo
una delle sue tantissime poesie scegliendone una dal carattere particolarmente
commovente che dedicò ad un soldato colpito a morte accanto a lui.
A LUGLI ANTONIO
E’ caduto l’amico a me vicino
L’amico dell’infanzia i dì più belli
Bagna di rosso un giallo fiore alpino
Col sangue che gli sgorga dai capelli
Sul bianco volto un sorriso divino
Il vento piega dei verdi fuscelli
Fischiano sraphell la morte e il destino
Ei più non canta i suoi dolci stornelli!
Stà muto e ceco rivolto al nemico
Offrendo al Cielo la propria ferita
Cogli il mio pianto diletto amico
Cogli il mio amore su questa salita
Umile e grande come l’Eroe antico
Qui ti vedrò per tutta la mia vita!
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