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Rivista Bimestrale di Ufologia, Mistero, Astronomia, Scienze di Frontiera,
Archeomisteri, Esobiologia, Informazione Alternativa...
ARTICOLI NON INEDITI INTERESSANTI
Vi presentiamo in queste pagine una serie di articoli che sono
stati già pubblicati in internet o in riviste e libri, e che quindi non abbiamo
potuto inserire nella rivista; ve li presentiamo poichè ci sembrano decisamente
interessanti.
Numero 3
Brain Fingerprint®: un Nuovo Strumento per l’Ufologia
Scientifica
di Eugenio Ballini,
eug67@supereva.it, laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso il
Politecnico di Milano, Membro Gruppo Camelot, European UFO Survey e Sentinel
Italia, Coordinatore Editoriale rivista Camelot Chronicles e Co-Autore del
Primo Podcast Ufologico Italiano Camelot Chronicast
Articolo pubblicato sul sito web Camelot Chronicles alla pagina web:
www.camelotcronicles.com/2004/Testi/sp08txt1.htm#eug2
Un nuovo strumento per determinare con estrema sicurezza se all’interno della
memoria di una persona vi sia o meno una determinata informazione è, senza
dubbio, lo strumento che può consentire un salto di qualità ulteriore
all’ufologia moderna, portandola sempre di più nel ventre della ricerca
scientifica.
Questo strumento sembrerebbe, dagli ultimi studi effettuati, coincidere con il
rivoluzionario Brain Fingerprint® [Nota A] (www.brainfingerprint.com) [1], la
cui traduzione italiana si può avvicinare a “rilevatore di impronte cerebrali”.
Esso è un sistema di testing, visto come insieme di sistemi hardware, programmi
software, algoritmi e procedure, progettato appositamente con lo scopo di
registrare le diverse manifestazioni elettro-fisiologiche presenti durante
l’attività celebrale, misurandole in maniera non invasiva mediante il MERA (Multifaceted
Electroencephalographic Response Analysis), [1] e ricavare da queste delle
informazioni utili a determinare la presenza di memorie preesistenti.
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Il Brain Fingerprint è stato usato con successo in svariati casi legali, i
casi Harrington [2] e Grinder [3] sopra tutti, ma anche in ambito medicale
e farmaceutico, ed ultimamente nella lotta contro il terrorismo. Esso è
stato accostato all’ufologia, e più precisamente alla ricerca nel campo
delle abduction e all’analisi dei vissuti dei soggetti presunti addotti,
per la prima volta dal Dr. Sabadin durante una conferenza tenutasi a Budrio,
BO, a gennaio di quest’anno [4]; riguardo a tale argomento è stato scritto,
successivamente a questa conferenza, un trafiletto sul N° 49 della rivista
Nexus, nella rubrica “Villaggio Globale”, semplice traduzione di parte di
un articolo pubblicato sul sito web della BBC [5]. |
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Ma prima ancora di cercare di capire come possa essere utile a ricercatori ed
ufologi, è necessario capire bene di che cosa stiamo parlando.
Il Brain Fingerprint è stato ideato e sviluppato dal Dr. Lawrence A. Farwell,
Ph.D. in “Neuroscience” presso l’Università dell’Illinois [6], e dal suo team
di tecnici e scienziati (S.S. Smith, D.C. Richardson, R.S. Hernandez, P. Rapp e
W.G. Iacono tra gli altri) a seguito di venti anni di ricerche, di test e di
pubblicazioni scientifiche. Partendo dalla ricerca sulla risposta celebrale
misurabile incentrata su un area attorno ai 300 ms, conosciuta come P300,
ricerca iniziata negli anni settanta e largamente accettata in diversi ambiti
scientifici, i ricercatori sono arrivati alla scoperta di una risposta
celebrale avente un’area di interesse più ampia, 800-1500 ms, denominata MERMER®
[Nota 1] (Memory and Encoding Related Multifaceted Electroencephalographic
Response) [1], che ha aumentato l’accuratezza dei risultati ottenuti dal test
con il EEG/P300 [1]; ci occuperemo di questi argomenti, dal punto di vista
tecnico e scientifico, più a fondo in un successivo articolo.
È da notare che con l’inserimento della MERMER all’interno dei diversi
algoritmi di analisi delle onde celebrali, l’esattezza dei risultati ottenuti
con il test Brain Fingerprint è stata riscontrata in tutti i casi testati,
svolti su più di 200 soggetti di tipo diverso [7]. Un esempio di questi casi si
ha nello studio condotto su di un gruppo di persone tra le quali vi erano
agenti dell'FBI, misurando le risposte celebrali avute su parole e frasi che
unicamente questi agenti potevano riconoscere [8].
Tutti gli studi eseguiti sono stati pubblicati, per togliere ogni eventuale
dubbio sulla scientificità e serietà dell’argomento, sui più autorevoli
giornali scientifici di questo ambito di tipo "peer-reviewed", ovvero con
referaggio scientifico, come per esempio “Psychophysiology” (
www.journals.cambridge.org/journal_Psychophysiology ), “Electroencephalography
and Clinical Neurophysiology” (
www.elsevier.com/wps/find/journaldescription.cws_home/601528/description
), “Physical Review E” ( http://pre.aps.org ) e “Journal of Forensic Sciences”
( http://journalsip.astm.org/jofs ). Svariati sono stati, inoltre, i convegni
ed i meeting in cui i vari aspetti di questa tecnologia sono stati presentati e
discussi; tra i più importanti ci sembra corretto citare i diversi meeting
annuali della “Society for Psychophysiological Research” (
www.wlu.edu/~spr )
[9].
Fondamentale, da questo punto di vista, è il fatto che in tutti questi studi la
tecnologia Brain Fingerprint ha portato, quando le informazioni fornite con i
test sono state sufficienti da poter arrivare ad una risposta certa, ovvero in
più del 90% dei casi, alla corretta determinazione di ogni singolo caso
testato.
Questo insieme di ricerche vengono ora portate avanti all’interno della Brain
Fingerprint Laboratories Inc., azienda privata fondata nel 2003 dallo stesso
Dr. Farwell a Fairfield, Iowa, ed ora spostatasi al Centro Tecnologico
dell’Università di Washington a Seattle, WA, in modo che questo tipo di
tecnologie possano essere usate su vasta scala ed in ambiti diversi.
Dal punto di vista mediatico quest’argomento ha avuto ampia risonanza dopo che
i risultati del test fornito dal Brain Fingerprint e dall’EEG/P300, svolti sul
detenuto Terry Harrington (Vedi Figura 1), sono stati ammessi come prove
evidenti dalla Corte Distrettuale Americana nel marzo del 2002 [10].
Nel 1977 Harrington, allora diciassettenne, fu accusato dell’omicidio dell’ex
capitano di polizia John Schweer, e, malgrado un alibi molto convincente e
numerose testimonianze a suo favore, nel 1978 fu condannato all’ergastolo dalla
Corte Suprema dello Stato dello Iowa, con una sentenza basata quasi unicamente
sulla testimonianza di Kevin Huges, un ragazzo di 16 anni. Nell’anno 2000 il
Dr. Farwell condusse il test Brain Fingerprint su di lui, ed i risultati
mostrarono che ciò che era immagazzinato nel cervello di Harrington non
corrispondeva alla scena del crimine bensì al suo alibi [11]. Fondamentale a
questo punto fu fondamentale a questo punto fu la sentenza del giudice
distrettuale Timothy O’Grady, marzo 2001, il quale decretò che il test Brain
Fingerprint incontrava gli “Standard Legali Daubert” per l’ammissibilità in
aula come evidenza scientifica [12]. Dopo la riapertura del caso il 26 febbraio
2003 [13], dopo più di 25 anni di detenzione, nell’ottobre 2003 è arrivata la
piena assoluzione, ed ora il signor Harrington è finalmente un uomo libero
[14].
Questo test, che verrà visto più in dettaglio nel corso dell’articolo, misura,
in poche parole, le onde celebrali che vengono prodotte dal cervello del
soggetto, e che vengono rilevate dai sensori interni all’EEG/P300, in risposta
a stimoli informativi presentati allo stesso soggetto tramite determinate
apparecchiature e programmi software. Queste onde vengono rilevate una frazione
di secondo dopo che l’informazione è presentata, all’interno di un intervallo
di tempo ben preciso attorno ai 300ms, da cui il nome P300, e agli 800-1500 ms,
prima che il soggetto sia in grado di formulare una risposta volutamente
errata, o di controllarla in qualche modo. Tutto ciò, è bene ricordarlo, in
modo indipendente dalla emotività e dalla volontà del soggetto.
Andando più nel dettaglio della procedura seguita dal Brain Fingerprint test,
si può notare come la sequenza di informazioni, che possono essere immagini,
suoni, parole o frasi, venga presentata al soggetto, sotto il controllo di
determinati algoritmi software, mantenendo le stesse a distanza di una frazione
di secondo l’una dall’altra. Nel costruire questa sequenza si tiene presente
che le informazioni possono essere divise in tre gruppi distinti [15], ognuno
con una sua caratteristica ed una sua funzionalità:
- le informazioni definite "Targets” (Bersagli), circa il 15 %,
- le informazioni definite "Irrelevants" (Irrilevanti) circa il 70 %,
- le informazioni definite "Probes" (Sonde) circa il 15 %.
Al soggetto vengono forniti questi stimoli informativi e viene istruito a
premere un particolare bottone in risposta ad informazioni che lui considera
target, o conosciute, ed un altro bottone in risposta a tutti gli altri stimoli
non conosciuti.
I "Targets” consistono quindi in informazioni generali conosciute dal sospetto,
che costituiranno una base di riferimento della risposta celebrale che si
otterrà per le informazioni che si conosce essere significanti per l’indiziato
nel contesto del crimine (linea continua nei due grafici di Figura 2 e 3).
Questi stimoli, essendo conosciuti, provocheranno un evento di tipo MERMER ben
specifico.
La maggior parte degli stimoli che non appartengono alla categoria “Target” non
sono conosciuti e non sono relazionati alla situazione investigata, ma saranno
stimoli relativi ad altre situazioni di vita. Essi apparterranno alla categoria
“Irrilevant”. È da notare che questi stimoli non provocano un evento di tipo
MERMER e per questo motivo formano un punto di riferimento della risposta
celebrale per le informazioni che si conosce essere non significative per il
sospetto nel contesto del crimine (linea tratteggiata nei due grafici di Figura
2 e 3).

Figura 2
Esistono però anche stimoli tra quelli inseriti come “non target”, che sono
rilevanti per la situazione sotto investigazione. Questi stimoli, che possono
provocare o meno un evento di tipo MERMER, cadono nella categoria “Probes” e
sono fondamentali per la riuscita del test (linea in grassetto nei due grafici
di Figura 2 e 3).
A questo punto è facile vedere come per un soggetto che avrà a priori la
conoscenza della situazione investigata, scena del crimine o quant’altro, le
informazioni di tipo “Probes” coincideranno con quelle della conoscenza già
acquisita, e quindi provocheranno un evento di tipo MERMER (come evidenziato
nel grafico in figura 2); questo tipo di risposta di onde celebrali indicherà
quindi una presenza della informazione relativa alla circostanza indagata,
immagazzinata da qualche parte all’interno della sua memoria.

Figura 3
Un soggetto che invece manca di questa conoscenza, non provocherà un evento di
tipo MERMER e quindi le informazioni di tipo “Probes” saranno non distinguibili
da quelle di tipo ”Irrilevant” (come evidenziato nel grafico in figura 3);
questa indistinguibilità indicherà appunto assenza d’informazione rilevante.
Questa ricerca è stata portata avanti soprattutto in ambito legale, e ciò è
dovuto alla possibilità che questa tecnica faccia rilevare con certezza la
diversità tra il vissuto di chi commette il crimine e quello di una persona
innocente: la prima infatti ha immagazzinato in qualche angolo della sua
memoria i dettagli del crimine commesso, mentre la seconda no. Questa presenza
o assenza di informazioni specifiche è ciò che viene rilevato scientificamente
dal test in questione o più nello specifico è ciò che viene misurato dal Brain
Fingerprint grazie alla fascia chiamata EEG/P300, equipaggiata con sensori EEG,
la quale rileva la presenza o assenza delle risposte celebrali P300 e MERMER.
A sostegno del fatto che l’ambito legale è, in questo momento, il ramo più
importante verso cui concentrare le ricerche del Brain Fingerprint, bisogna far
notare che nei soli Stati Uniti d’America sono circa 5000, diverse delle quali
potenzialmente innocenti, le persone in carcere con una condanna a morte che
grava sulla loro testa. Centinaia di migliaia di persone stanno poi scontando
una pena che va dall’ergastolo a più di 10 anni di reclusione, e in ogni caso
in generale più di 10 milioni di persone vengono incriminate ogni anno [16].
Riuscire ad aumentare la correttezza di giudizio in cause simili a quella di
Harrington, dove magari non si possono avere come reperti le impronte digitali
o il DNA (solo nell’1 % dei casi vi e’ questa disponibilità), potrebbe essere
significante per avere una giustizia più equilibrata in futuro.
Questo test specifico però può essere estremamente utile anche in ambiti
diversi da quello legale, ambiti a volte molto differenti tra loro:
- nelle investigazioni di attività terroristiche, in mancanza d’impronte o di
DNA, si può sfruttare il fatto che chi pianifica e/o esegue il crimine, o anche
chi aiuta in qualche modo questi criminali, ha sicuramente queste informazioni
immagazzinate nella memoria; i terroristi potrebbero essere in questo modo
identificati ancor prima di commettere attentati, con un aumento della
sicurezza per tutti e soprattutto per le persone innocenti scambiate per
terroristi [17],
- Nella ricerca medica e geriatrica, come nel campo dell’Alzheimer, grazie al
questo tipo di test, si possono ottenere delle diagnosi semplici, economiche e
non invasive dello stato d’avanzamento della malattia, ed una misura
dell’efficacia dei diversi trattamenti e dei progressi durante il tempo più
precisa [18],
- Nel campo assicurativo si potrebbero ridurre il numero delle frodi,
determinando se un individuo abbia o meno la conoscenza di tali atti
fraudolenti,
- In aiuto alla polizia informatica gli stessi tipi di test potrebbero aiutare
a determinare se un individuo abbia commesso o meno un crimine informatico,
dato che in molti casi non vi è una evidenza fisica dell’accaduto e nemmeno una
possibilità di avere dei testimoni [19].
Oltre ad uno sviluppo in questi ambiti, di per sé molto importanti e molto
seri, vi potrebbe essere un miglioramento della ricerca in un ambito, a mio
parere, altrettanto serio, quello delle abduction (ipotetici rapimenti da parti
di alieni, entità e/o militari). Spesso e volentieri si tende a dimenticare il
fatto che le persone che pensano o sono convinte di essere soggette al fenomeno
delle abduction, in molti casi vivono in maniera negativa questo loro stato.
È indubbiamente molto importante arrivare a poter determinare con assoluta
certezza se una persona, che pensa o ha la sensazione di essere stata addotta,
abbia “memoria reale” di questo vissuto o meno, e quindi che tale accadimento,
che lei ritiene reale, sia o meno un frutto della sua mente. È forse un’utopia
pensarlo? Ai posteri l’ardua sentenza.
Note
[Nota A] - Entrambi i termini Brain Fingerprint e MERMER sono sotto ® Trademark
Registered; ho deciso di affiancare il simbolo ® a questi due termini solo la
prima volta che vengono citati, per non appesantire la lettura, prendendo
spunto dai diversi articoli interni alla pagina web della Brain Fingerprint
Laboratories Inc .
Riferimenti Bibliografici
[1] - È necessario ricordare che le tecnologie descritte in questo articolo
sono coperte da Patenti; più in dettaglio: United States Patent N° 5,363,858:
”Method and Apparatus for Multifaceted Electroencephalographic Response
Analysis (MERA)”, 15 novembre 1994 - U.S. Patent N° 5,406,956: ”Method and
Apparatus for Truth Detection”, 18 aprile 1995 - U.S. Patent N° 5,467,777:
”Method for Electroencephalographic Information Detection”, 21 novembre 1995;
http://www.uspto.gov/patft/index.html
[2] - “Iowa Supreme Court Reverses Harrington Murder Conviction after 24 Years;
Brain Fingerprinting Test Supports Innocence”, di R. Eaton, PR Newswire, 26
febbraio 2003, http://www.prnewswire.com e
http://www.findarticles.com/cf_0/m4PRN/2003_Feb_26/98113046/p1/article.jhtml
[3] - “Farwell's Brain Fingerprinting traps serial killer in Missouri”, di B.
Dalbey, The Fairfield Ledger 17 agosto 1999,
http://www.zwire.com/site/news.cfm?newsid=120412&BRD=1139&PAG=461&dept_id=142642&rfi=8
[4] - “Oltre le “Interferenze” Aliene…. Il Mistero dei Rapimenti Alieni”, 15
gennaio 2004, Sala Auditorium Budrio (BO),
http://www.hwh22.it/xit/S06_bacheca/2004/rep150104.html
e http://guide.supereva.it/ufologia/interventi/2004/01/147416.shtml
[5] - BBC News, UK Edition, 17 febbraio 2004, “Brain fingerprints under
scrutiny” di B. McCall,
http://news.bbc.co.uk/1/hi/sci/tech/3495433.stm e Nexus
N° 49, Aprile-Maggio 2004, http://www.nexusitalia.com/anteprima49.html
[6] - “The Brain-wave Information Detection (BID) System: A New Paradigm for
Psychophysiological Detection of Information”, Farwell, L.A., Doctoral
Dissertation, University of Illinois at Urbana-Champaign, 1992 -
http://www.life.uiuc.edu/neuroscience/home.html
[7] - http://www.brainwavescience.com/ExecutiveSummary.php
[8] - “Detection of FBI Agents with the Farwell MERA System: A New Paradigm for
Psychophysiological Detection of Concealed Information”, L.A. Farwell e D.A.
Richardson, 1993. Technical Report, Human Brain Research Laboratory, Inc. e
“Brain MERMERs: Detection of FBI Agents and Crime-Relevant Information with the
Farwell MERA System”, L.A. Farwell, 1993. Proceedings of the International
Security Systems Symposium, Washington, D.C.
[9] - L’intero elenco delle pubblicazioni e delle presentazioni tenute dal Dr.
Farwell e dai suoi collaboratori, riguardante questa serie di studi, si può
trovare al sito: http://www.brainwavescience.com/Publications.php e
http://www.brainwavescience.com/presentation.php
[10] - http://www.brainwavescience.com/CNN.php ,
http://www.brainwavescience.com/discovery.php , http://www.brainwavescience.com/CBS
60 Minutes.php
[11] -
http://www.brainfingerprinting.com/HarringtonTestimonyAnalysis.php
[12] - “Could brain fingerprinting help free the innocent?” di C.Witchalls, 25
marzo 2004, The Hindu, Online edition of India's National Newspaper, Guardian
Newspapers Limited, 2004 LONDON, MARCH 25 2004.
http://www.hindu.com/2004/03/26/stories/2004032604371600.htm
[13] - Supreme Court of Iowa, N° 01-0653: “Appeal From Iowa District Court for
Pottawattamie County”, District Court Case N° PCCV 073247, Decision of the Hon.
Timothy O’Grady, District Judge,
http://www.judicial.state.ia.us/supreme/opinions/20030226/01-0653.asp?printable=True
[14] -
http://www.state.ia.us/government/ag/latest_news/releases/feb_2003/Harrington_SupCt.html
[15] - http://www.brainwavescience.com/TechnologyOverview.php
[16] - http://www.brainwavescience.com/FreqAskedQuestions.php
[17] - http://www.brainfingerprinting.com/counterterrorism.php
[18] - http://www.brainwavescience.com/medical.php
[19] - http://www.brainfingerprinting.com/ExecutiveSummary.php
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