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  Rivista Bimestrale di Ufologia, Mistero, Astronomia, Scienze di Frontiera, Archeomisteri, Esobiologia, Informazione Alternativa... 

INTELLIGENZE ALTRE
Vie Alternative alla Ricerca con Metodi Scientifici

Dr. Massimo Teodorani, Ph.D.
E-Mail: mlteodorani@alice.it
Astrofisico, Ricercatore e Scrittore di Scienza
 

Abstract

La presentazione è di carattere divulgativo ed è interamente dedicata agli approcci scientifici e logico-speculativi adottati per affrontare il tema della cosiddetta “intelligenza aliena”, sia di natura palesemente extraterrestre che di natura terrestre ma non umana.
Dopo aver delineato le possibili forme di intelligenza che l’uomo potrebbe incontrare nell’Universo, viene fornita – non senza qualche critica costruttiva – una breve introduzione al metodo di indagine tradizionale per eccellenza: il Progetto SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence). 

Conferenza + Tavola Rotonda

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Domenica 5 Ottobre 2008, presso:

la Sala Congressi NOVOTEL,
Cardano al Campo (VA)


Ore 16.00-23.30
Report

Si passa poi a descrivere e a discutere in dettaglio due nuovi metodi di investigazione di tipo astronomico che hanno per oggetto la ricerca di eccesso infrarosso anomalo in stelle di tipo solare e la ricerca di possibili strutture artificiali orbitanti attorno a stelle di questo tipo utilizzando le stesse tecniche fotometriche usate per la ricerca di pianeti extrasolari, due ricerche che assieme costituiscono il Progetto SETT (Search for Extraterrestrial Technology). Si passa in seguito a discutere a fondo il Progetto SETV (Search for Extraterrestrial Visitation), mirato a cercare – utilizzando tecniche astronomiche di monitoraggio – eventuali prove di visite extraterrestri all’interno del Sistema Solare e all’interno dell’atmosfera del nostro pianeta, presentando in dettaglio le tecniche di indagine, e sintetizzando i risultati di questa ricerca, che ha portato all’identificazione di inconsueti fenomeni naturali di plasma come anche di eventi luminosi con caratteristiche estremamente ambigue. Seguirà poi la presentazione di una nuova ipotesi, derivata da studi fisici recentissimi, in base alla quale alcune forme di vita (presenti anche sulla Terra) potrebbero essere basate sul quarto stato della materia: il plasma. In questo preciso ambito si presenterà in maniera critica un progetto di ricerca mirato a studiare la sospetta ma non ancora compresa interazione tra certe “manifestazioni luminose di plasma” e l’uomo. Si passerà poi a descrivere un progetto interamente nuovo – il NLSETI (Non-Local Search for Extraterrestrial Intelligence) – che, sull’ipotesi (seppur non ancora provata) della manifestazione di entanglement quantistico su scala macroscopica, potrebbe permettere la comunicazione non-locale tra cervello e cervello. Nell’ambito della presentazione, si discuterà anche – in maniera del tutto disincantata – l’ipotesi che larga parte dei cosiddetti “fenomeni UFO” autenticati come tali, rappresenti in realtà la manifestazione deviante di una “intelligenza parassita” la quale – probabilmente anche tramite la “mediazione” di svariati elementi umani – ha sempre vissuto accanto all’umanità condizionandone lo sviluppo e, negli ultimi 60 anni, usando il fenomeno UFO stesso come un “specchietto per le allodole” creato apposta per sviare e manipolare i pensieri, la psiche e le azioni dell’uomo e la struttura della sua società, facendo leva sulla credulità e mancanza di senso critico delle masse.



Report
a cura di Sabrina Biganzoli, bigsab@dido.net, Membro Gruppo Camelot e Segretaria Associazione Sentinel Italia

Vite visibili, invisibili, complesse, potenti e strutturate sono ormai oggetto di studi scientifici da diverso tempo; bisogna però distinguere chi, da questo studio, cerca – con coerenza e coscienza – esclusivamente di analizzare i dati estrapolandone modelli scientifici, da chi al contrario tenta solo di trarne profitti economici in modo squallido e meschino.
La ricerca, quella vera, è uno dei principali obiettivi dell’amico astrofisico Dr. Massimo Teodorani, che, domenica 5 ottobre u.s., nell’elegante e sobria cornice del Novotel di Cardano al Campo (VA), ci ha relazionato in modo squisito e diretto sulla possibilità dell’esistenza di intelligenze aliene e sui modi per studiarne l’eventuale evidenza.
Teodorani è partito con il progetto SETI, descrivendone gli assunti ma anche discutendone i limiti.
In effetti, seppur accettando la validità del SETI in sé, si ha motivo di ritenere che esistano anche metodi di ricerca di tipo astronomico più validi per l’identificazione di possibili intelligenze extra-solari, le quali, nel corso della loro probabile attività di migrazione attraverso la galassia, potrebbero essere arrivate a colonizzare per intero il loro sistema stellare (con effetti visibili dai nostri telescopi), ed essersi spinte fino al nostro Sistema Solare, nonché la Terra. Potremmo essere in presenza anche di forme di vita non-organica, evoluta in maniera intelligente, afferma Teodorani. Inoltre, se ci avvaliamo della teoria delle superstringhe, potrebbe esserci anche la possibilità che la vita si sviluppi su piani dimensionali diversi dal nostro.
Una delle più grandi potenziali innovazioni è proprio la eventuale scoperta in futuro di altre intelligenze oltre all’uomo.
Con il progetto SETI, che si avvale delle tecniche osservative proprie della radioastronomia e dell’astronomia ottica, non ci sono stati risultati, se non una larga quantità di falsi allarmi. Non si esclude però che alcuni di essi possano essere di natura aliena, ma purtroppo la modalità delle loro manifestazioni non rientra nei protocolli standard del SETI, e proprio per questa ragione essi sono stati accantonati. Il monitoraggio SETI è stato operato anche utilizzando il radiotelescopio di Medicina in accoppiamento ad uno spettrometro multicanale, strumento di altissima precisione per rilevare la scansione di milioni di canali simultaneamente, al fine di ricercare proprio segnali di natura intelligente. Purtroppo ad oggi, nessun dato importante e degno di merito è stato rilevato. I segnali che ci si aspetta di trovare sono molto deboli. E’ un dato di fatto che più lontano andiamo più debole è il segnale, in ragione dell’inverso del quadrato della distanza, mentre al contempo la probabilità di trovare potenziali emettitori di tali segnali aumenta con la distanza. Inoltre il “protocollo SETI standard” afferma che i segnali non devono essere transienti, bensì costanti, provenienti da un punto di coordinate fisse (cioè da una stella e il suo sistema di pianeti) e osservabili con la stessa modalità da qualunque altro osservatorio SETI sulla Terra.
Con il progetto SETI standard si ha automaticamente un “effetto di selezione”, permettendo solo di ricercare intelligenze che usano le onde elettromagnetiche, o che sono comunque a livelli tecnologici simili al nostro. Alcune civiltà potrebbero inoltre autodistruggersi e non avremmo più la possibilità di ritrovarle.
Potrebbe esserci nel futuro a breve termine (ma questo potrebbe essere realizzato fin da subito, se si decidesse di farlo) un’evoluzione delle tecniche astronomiche per identificare intelligenze extra-terrestri, e cioè la ricerca di prove che i presunti alieni abbiano sviluppato energie enormi.
In effetti anche il nostro Sole potrebbe essere imbrigliato e riempito di stazioni orbitanti o di pianeti artificiali se avessimo la tecnologia e i fondi per farlo. Per riuscire a rilevare questi importanti “effetti marcatori” di una civiltà extraterrestre, è dunque fondamentale l’utilizzo di telescopi dallo spazio, al fine di puntare stelle di tipo solare e cercare in esse eccessi di radiazione nell’infrarosso. Questa sarebbe davvero un’anomalia degna di merito. Ad oggi, ci si aspetta di osservare proprio queste evidenze artificiali e tecnologia extra-terrestre su larga scala.
Oltre all’effetto dell’eccesso infrarosso, è inoltre possibile che queste ipotizzate gigantesche strutture tecnologiche aliene orbitanti attorno al loro Sole possano eclissarlo periodicamente diminuendo conseguentemente la sua luminosità in maniera del tutto particolare, che già oggi siamo in grado di prevedere con la simulazione matematica. Non è da sottovalutare la ricerca e la verifica di questo evento, verificando se qualcosa di anomalo orbita periodicamente attorno a stelle simili alla nostra.
Non esclude il relatore che potremmo veramente essere in presenza di civiltà avanti a noi anche di migliaia o milioni di anni, molto più avanzate ed evolute. Da parte di colleghi francesi si ipotizza che diverse ed enormi strutture artificiali sferiche, rettangolari e/o piramidali potrebbero essere già state messe in orbita attorno a possibili stelle simili alla nostra: queste strutture possono essere identificate analizzando la “curva di luce” di queste stelle, usando tecniche molto sofisticate. Qui gli astronomi sanno già cosa si aspettano di trovare.
A questo punto, Teodorani, attraversando un sentiero di ricerca solo apparentemente esotico, ma non meno rigoroso, presenta una ulteriore problematica da indagare, e si chiede: Oltre a colonizzare la loro stella, potrebbero davvero gli “extra-terrestri” essere arrivati al nostro sistema solare? Da dove sarebbero transitati e come? Potrebbero aver utilizzato le tecniche del teletrasporto, oppure essersi spostati nello spazio con mezzi di propulsione convenzionali nell’arco di migliaia di anni e dove vorrebbero andare?
Preoccupante è il peso propagandistico e mediatico dato alla possibilità di visite extraterrestri (soprattutto da parte di larga parte della sottocultura ufologica), in particolare da parte di taluni personaggi della peggior feccia new-age che ci si identificano, fino al punto da strumentalizzare a loro favore e a fini mediatici quanto riferisce Teodorani e colleghi, al fine di convalidare ed alimentare il loro credo, dopo aver storpiato e alterato certe reali possibilità scientifiche. Il nostro relatore è molto irato quando si cade su questo tipo di argomentazione; spesso in effetti viene boicottato lui stesso, attaccato e strumentalizzato per fini non propriamente puliti da questi “piccoli” e molli personaggi.
Né l’ambizione alla “carriera” né la smania di protagonismo si addicono al nostro relatore, il quale alle ostentazioni di potere e alla smania di protagonismo, predilige la sana ricerca al fine di esplorare nuovi terreni scientifici, senza per questo dover coinvolgere un pubblico globalmente impreparato oppure affidarsi a “portavoce” dalla dubbia affidabilità.
Si prevede dunque che oggetti che si spostano velocemente all’interno del Sistema Solare, non attribuibili a sorgenti naturali, potrebbero essere dovuti all’esistenza di reali visite extraterrestri: cercarli e studiarli si delineerebbe una vera e propria ricerca utilizzando – anche in questo caso – mezzi astronomici, quelli di cui disponiamo oggi.
Teodorani sottolinea inoltre l’importanza di un costante monitoraggio della nostra atmosfera e della nostra litosfera, utilizzando strumenti di osservazione e misura in grado di registrare e analizzare eventuali manifestazioni luminose, possibilmente correlate con altre anomalie del campo elettromagnetico, in un vasto intervallo di frequenze che vanno dalle onde radio all’ultravioletto. Infatti la possibile penetrazione di possibili civiltà extraterrestri potrebbe spingersi fino al nostro pianeta.
Più si osserva con precisione, e più si è in grado di effettuare un minuzioso setaccio che potrebbe far emergere uno o più fenomeni anomali in mezzo ad una gran massa di manifestazioni prosaiche.
Questo sta avvenendo da diversi anni. Tra le anomalie potrebbero rientrare sia “particolari”fenomeni naturali poco conosciuti (come ad esempio le luci di Hessdalen, studiate con attenzione da diversi anni) che possibili indizi di visite extraterrestri. In tal modo il monitoraggio sistematico costituisce un’ottima opportunità per studiare la fisica di tali anomalie, qualunque esse siano. Pertanto occorre non lasciare niente al caso, bensì operare una intelligente azione di selezione, la quale può permettere di scartare una grande quantità di fenomenologie conosciute e ripetitive che possono essere spiegate. Solo in questo modo è possibile stabilire un vero punto di partenza che permetta di verificare in maniera seria l’esistenza di reali anomalie, tra esse inclusa anche una possibile visita extraterrestre.
Con questa procedura potremmo forse essere in presenza di una tecnologia terrestre non ancora rilevata, ma soprattutto si potrebbero identificare falsi, allucinazioni, truffe, macchinazioni, inganni e via dicendo, registrando tutto con accuratezza. Seguendo questo metodo diventa allora possibile concentrare la nostra attenzione sui dati realmente discrepanti: essi possono presentarsi sia come fenomeni naturali anomali che come possibili indizi di visite aliene di un qualche tipo.
E’ dunque fondamentale educare la gente a non interpretare frettolosamente le anomalie che si presentano ai nostri occhi. Per riuscire a separare il segnale dal rumore è assolutamente indispensabile usare una massiccia dose di scetticismo (certamente non quello fideistico e superficiale di certune “istituzioni”). Dichiarazioni affrettate e non ponderate discreditano il lavoro scientifico che è in sé molto arduo, la cosa certa è che i dati che abbiamo ottenuto fino ad oggi ci guidano con rigore ad una misurazione di qualità del fenomeno.
Altra constatazione allarmante è il mascheramento di progetti segreti terrestri sotto le spoglie di “visite extraterrestri”, per depistare ed operare una vera e propria azione di raggiro a scapito di noi stessi. Ma i cittadini hanno diritto a conoscere la verità (qualunque essa sia), e in questi aspetti specifici l’unico modo per giungere alla verità è il metodo scientifico, seppur con la necessaria apertura mentale. Senza apertura mentale è impossibile ottenere alcun risultato.
Anche nell’ipotesi che noi dovessimo incontrare reali entità extraterrestri, noi potremmo disporre di una evidenza realmente oggettiva solo quando potremmo disporre di un preciso campione di DNA, che ne costituirebbe l’unica verifica quantitativa. Le prove di cui abbiamo bisogno sono veramente molte e devono essere solide: al contrario, speculazioni infondate servono solo a screditare questi studi.
Svariati studi matematici, passando attraverso la famosa Equazione di Drake, hanno dimostrato che possibili migrazioni di civiltà extraterrestri possono effettivamente propagarsi attraverso la galassia come una vera e propria onda, in un tempo di gran lunga inferiore al tempo di vita della galassia stessa. Ciò comporta il fatto che anche il nostro Sistema Solare e la Terra potrebbero essere visitati.
E’ scientificamente doveroso investigare e decodificare minuziosamente tutti i segnali che rileviamo, non solo quelli che ci si aspetterebbe in base al “protocollo standard SETI”. Ad esempio, il fatto di ricevere a volte segnali radio transienti ma non più ripetuti, non significa che si tratti sempre e necessariamente solo di falsi allarmi, ma questa possibilità non è mai stata investigata.
Al contrario: potrebbe trattarsi di sorgenti di onde elettromagnetiche in moto all’interno del Sistema Solare e che vengono occasionalmente captate dai nostri radiotelescopi: con una sufficiente dose di determinazione, scandagliando l’intorno spaziale del punto da cui è provenuto il segnale, possiamo riuscire a riagganciarlo, il che dimostrerebbe che realmente qualcosa di artificiale sta transitando all’interno del Sistema Solare.
In una successiva fase della sua relazione, Teodorani ci ricorda in maniera molto incisiva che siamo in presenza di fenomeni naturali di plasma in svariati luoghi nel mondo, che si manifestano come “fenomeni anomali di luce”. Questi fenomeni sono stati in larga parte spiegati come effetti geofisici innescati dal terreno e dalla loro interazione con l’atmosfera, e anche a questo aspetto Teodorani ha contribuito in maniera determinante. Al momento attuale, pur “volendo” identificare talune anomalie come possibili presenze extra-terrestri, per ora siamo solo in grado di accorgerci di essere in presenza di un’energia di origine prettamente naturale della quale non eravamo a conoscenza e che potrebbe esserci d’aiuto a chiarire molti aspetti della fisica fondamentale. Non ci sono ancora prove scientifiche che la Terra sia stata visitata.
A questo punto Teodorani, e a prescindere dall’esistenza di reali fenomeni di luce, si spinge a commentare quella che viene globalmente conosciuta come “fenomenologia UFO”.
Sembra che “qualcuno” da molto tempo si diverta a farci credere alle visite extraterrestri, che invece – proprio utilizzando metodi scientifici – vengono smascherate come un vero e proprio artificio di inganno, utilizzato su vasta scala e in moltissime parti del mondo, da almeno 60 anni. Il “Progetto UFO” sembra una vera e propria macchinazione attuata da qualche oscuro “regista” al fine di nasconderci ben altro. In questa luce il fenomeno UFO potrebbe essere visto come una forma di manipolazione dell’uomo e della sua psiche. Questa macchinazione potrebbe essere di natura squisitamente terrestre, e va smascherata del tutto. Solo riuscendo a identificare globalmente questi meccanismi di inganno, diverrà possibile riuscire ad identificare possibili visite extraterrestri reali (e alcuni tra i fenomeni UFO potrebbero esserne realmente una prova), che non vengono affatto escluse.
Poi Teodorani tocca un ulteriore punto di grandissimo interesse. Sulla base di ricerche statistiche (su base comunque solo testimoniale) abbastanza attendibili, risulterebbe che gli stessi “fenomeni luminosi di plasma” che si verificano con ricorrenza in alcune località mondiali, sembrano manifestare spesso una del tutto inaspettata interazione con l’uomo.
L’unico modo per verificare la cosa è quello sperimentale. E infatti esiste già un progetto scientifico del relatore per tentare di identificare e spiegare queste interazioni. In via puramente ipotetica, questa stranissima fenomenologia potrebbe forse essere legata a recentissime scoperte che mostrano che in particolari condizioni il plasma sembra comportarsi come il DNA umano, con caratteristiche molto simili di moltiplicazione e di evoluzione.
Una possibile interazione con l’uomo, può essere accertata scientificamente solo monitorando simultaneamente sia il fenomeno di plasma stesso che il cervello dell’osservatore umano. Può un fenomeno luminoso di plasma, come ad esempio quello di Hessdalen, diventare una forma intelligente, in grado di interagire con l’uomo?
Tutto questo può essere verificato (o confutato) utilizzando apposita strumentazione. Infatti, nel luglio 2007, al convegno internazionale di Salisburgo “QUANTUM MIND”, Teodorani, insieme al fisico Gloria Nobili, hanno rappresentato l’Italia in uno degli eventi scientifici più importanti al mondo in questo settore, presentando un progetto interamente nuovo di osservazione dei fenomeni di luce, attraverso il quale, Nobili, Teodorani ed un piccolo staff di collaboratori, dovrebbero simultaneamente misurare l’attività celebrale tramite EEG, e le caratteristiche fisiche del fenomeno di luce stesso e del campo elettromagnetico ad esso associato, con – in aggiunta – un esperimento ben definito attraverso il quale si intende puntare un fascio di luce Laser contro il fenomeno di luce al fine di osservare se nello stesso tempo nel cervello delle persone che si trovano ad osservare il fenomeno di luce ed eventualmente ad interagire con esso.
Non ci sono dubbi comunque che se un fenomeno del genere interagisce con l’uomo qualcosa dovrebbe essere sicuramente registrato a livello delle 4 onde cerebrali.
Teodorani affronta poi l’argomento dell’entanglement quantistico, presentando le varie situazioni in cui questo effetto può presentarsi, in primis quella delle particelle elementari, come elettroni o fotoni. Poi passa ad altri contesti che, in base a recenti ipotesi di lavoro (pubblicate su riviste accreditate), molto ben fondate scientificamente, ma a tuttora ancora indimostrate, prevedono che il fenomeno dello entanglement – ovvero la trasmissione di informazione non-locale a tempo zero (ovvero istantanea) – possa avere luogo anche tra un cervello e l’altro. Ciò comporta la possibilità che alcune civiltà aliene particolarmente avanzate possano essere in grado di comunicare con questo mezzo, ovvero inviando messaggi codificati direttamente nel nostro cervello.
Ma si tratta proprio di alieni? Potrebbe forse esserci una “intelligenza interdimensionale” molto raffinata e cinica che sfrutta l’entanglement quantistico in quanto ne è a conoscenza, e che ama far credere che si tratti di alieni, al fine di sviare e ingannare l’umanità con messaggi fasulli. Dobbiamo guardarci bene da queste forme “oscure”, e l’unico modo per smascherarle è quello scientifico. E’ indubbio che “qualcuno” ci vuole impedire di andare oltre, o meglio, di andare al di là del fenomeno e... il fenomeno UFO non è sicuramente l’unica manifestazione di follia che abbiamo.
Abbiamo paura, siamo ciechi, la nostra coscienza è allo sbando e studiare le intelligenze aliene è sicuramente un modo per capire meglio una parte di noi che è... da un’altra parte. Ma qualcuno sembra volercelo impedire, lanciando continuamente specchietti per le allodole dei tipi più svariati.
Alcune volte con la scienza tradizionale abbiamo la sensazione di brancolare nel buio; eppure bisogna mantenere sempre ben saldi i metodi di quest’ultima, MA, al contempo espandere l’angolo di apertura di visione della nostra percezione. Solo così possiamo guidare il metodo scientifico su sentieri che un tempo erano impensati.
E’ necessario consolidare il nostro senso della responsabilità ma anche la ricerca in quanto tale e se diventiamo personaggi scomodi, non arrendersi mai, ma continuare a testa alta, senza farsi intimorire da personaggi gretti ed ambigui, oppure da macchinazioni che potrebbero muovere i suddetti personaggi.
Una tavola rotonda di discussione aperta tra il relatore ed i partecipanti ha animato il dopo cena; qui il divario tra spiritualità, scienza, coscienza, meccanica quantistica ed altro ancora... hanno fatto da sfondo e da chiusura ad una delle più importanti conferenze scientifiche di quest’anno, dove è emerso tra le altre cose che è possibile spiegare alcuni fondamentali aspetti della cosiddetta “spiritualità” utilizzando la scienza, ed al contempo che le varie religioni occidentali sono un’aberrazione del pensiero, che tendono soprattutto a immobilizzare le masse ed a rompere tutti gli equilibri; in effetti, se ci guardiamo indietro, non sono poi così lontani i sofisticati sistemi di controllo del nostro pensiero... vedi MK Ultra ovvero tecnologie di condizionamento per una vera e propria manipolazione delle persone.
Potrebbe esserci una rischiosa manipolazione conformata a parametri “particolari”, dove lo scopo finale è non farci interagire con leggi fisiche che trascendono quelle già conosciute ed impedirci la completa conoscenza del nostro vero potenziale?
Domande veramente inquietanti ma degne di merito sono emerse da questo forte e deciso dribbling tra il Dr. Teodorani e il suo attento pubblico, che lo saluta in tardissima sera e lo ringrazia per il suo serio apporto scientifico... uno dei migliori che la scienza, ad oggi, possa offrire.

“...non soffermarti mai a guardare in fondo al brutto e nero cappello, se sei consapevole che non sarà mai l’ultimo da indossare...”

Sabrina Biganzoli


 



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